Diego Cardeñosa e la Lotta contro il Traffico di Squalo
Diego Cardeñosa ha scelto di dedicarsi alla ricerca basata sul DNA nei laboratori piuttosto che all’osservazione sul campo per il suo dottorato sugli squali, puntando a un impatto maggiore sulla conservazione. Ha sviluppato un test rapido e portatile per identificare le specie di squalo dai pinnini, simile ai kit utilizzati durante la pandemia di COVID-19. Questo strumento ha colmato una lacuna significativa che permetteva l’ingresso di spedizioni illegali, evolvendo da un semplice identificatore di poche specie protette a una soluzione capace di distinguere tra oltre 80 squali e razze in un unico test.
Oggi, questo kit relativamente economico è utilizzato in molteplici paesi e si sta espandendo grazie a supporto finanziario, con progetti in corso per adattare la tecnologia anche ad altre specie selvatiche a rischio. Il sistema permette ai controllori di identificare rapidamente le specie di squalo sul posto, rendendo più efficaci i controlli sulle spedizioni sospette.
Innovazione e Impatto della Ricerca
Cardeñosa ha sempre avuto una passione per gli squali, ma durante il suo dottorato ha dovuto scegliere tra il lavoro sul campo e lo studio in laboratorio. “Ho optato per il laboratorio, nonostante non fosse l’ambiente più affascinante, sapendo che il nostro lavoro scientifico avrebbe portato a risultati concreti”, ha affermato in un’intervista. Il suo impegno ha portato alla creazione di uno strumento forense capace di rilevare in modo rapido e conveniente se una pinna di squalo proviene da una specie protetta.
“A Hong Kong, il principale hub mondiale del commercio di pinne di squalo, questo strumento ha permesso alle autorità di combattere un commercio illegale che ha spinto molte specie di squali al limite dell’estinzione”, ha aggiunto. Prima della creazione di questo test, gli agenti di polizia dovevano lasciare passare carichi sospetti a causa della mancanza di tempo per effettuare test di laboratorio complessi.
La tecnologia sviluppata da Cardeñosa permette un’identificazione efficace sul campo. Gli ispettori possono prelevare un campione di materiale, estrarre il DNA e condurre un test in loco. Dopo circa un’ora e mezza sono in grado di identificare le diverse specie di squali presenti nel carico. Questo strumento non solo riconosce pinne secche, ma è efficace anche su campioni freschi e ben conservati.
Le informazioni raccolte attraverso l’uso di questo kit hanno anche supportato l’inclusione di diverse specie di squali nella lista di protezione della CITES, l’organizzazione internazionale che regolamenta il commercio di fauna selvatica minacciata. Durante l’ultima conferenza della CITES, sono state aggiunte 45 specie di squali, portando il totale a quasi 200. Le proposte per includere nuove specie si basano in gran parte sulla ricerca di Cardeñosa.
Espansione e Collaborazione a Livello Globale
Il lavoro di Cardeñosa non si sta fermando in Asia. Ha introdotto il suo kit in vari paesi, tra cui Brasile, Perù, Ecuador, Stati Uniti, Sri Lanka e Tanzania, con l’obiettivo di espandere ulteriormente l’uso della tecnologia. “Ogni nazione ha bisogno di strumenti che possano aiutarli a combattere il traffico illegale di fauna selvatica”, ha dichiarato. La conoscenza acquisita finora è stata fondamentale per la definizione di politiche di protezione a livello globale.
Nonostante le sfide iniziali per l’adozione del kit, specialmente a Hong Kong, un’élite di funzionari ha presto riconosciuto l’importanza dello strumento. Cardeñosa ha sottolineato l’importanza di una continua ricerca di fondi, poiché i costi iniziali per l’acquisto del kit sono un ostacolo per molte nazioni, in particolare per quelle meno sviluppate. Il kit può costare, a seconda dei fornitori, tra i 16.000 e i 20.000 dollari iniziali, ma il costo per testare un campione è solo di 1,50 dollari, rendendolo molto più accessibile rispetto ad altri strumenti per l’identificazione molecolare.
La personalizzazione dell’apparecchiatura e l’utilizzo di machine learning sono fattori chiave nel successo di questo progetto. “Con un solo test è possibile identificare diverse specie di squali, rendendo il nostro strumento estremamente versatile”, ha spiegato Cardeñosa. La flessibilità del sistema consente di ampliare il numero delle specie riconosciute, con un potenziale impatto positivo non solo sugli squali, ma anche su altre specie a rischio come mammiferi marini, tartarughe e uccelli.
Per ulteriori informazioni sul lavoro di Diego Cardeñosa e sul suo impatto nella conservazione degli squali, si possono consultare fonti ufficiali come il sito della CITES e pubblicazioni scientifiche sull’argomento.
Fonti:
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