Il commercio di sabbia tra Cambogia e Singapore è tornato nonostante il divieto.

Il Ritorno dell’Estrazione di Sabbia in Cambogia

La Cambogia sembra aver riavviato l’esportazione di sabbia verso Singapore, nonostante il divieto nazionale del 2017. Le autorità della provincia di Koh Kong hanno confermato che è stata approvata una nuova operazione di estrazione, suscitando preoccupazioni da parte degli attivisti ambientali. Mongabay ha tracciato almeno quattro navi mercantili che hanno trasportato sabbia da Koh Kong al porto di Tuas a Singapore, dove è in corso un massiccio progetto di recupero di terra.

Impatti Ambientali e Normative

Le operazioni di dragaggio si stanno svolgendo all’interno delle aree protette, il che potrebbe avere un impatto negativo sulle sponde dei fiumi, la pesca, la fauna selvatica, e un’importante foresta di mangrovie a valle. Gli attivisti ambientali sperano di attirare l’attenzione su questo rinnovato commercio di sabbia, anche se lo spazio civico in Cambogia si sta riducendo e le restrizioni sulle organizzazioni della società civile rendono sempre più difficile opporsi alle violazioni ambientali.


Le autorità nella provincia di Koh Kong hanno approvato un’operazione di estrazione di sabbia destinata a Singapore, nonostante il divieto di esportazione imposto dieci anni fa, in seguito a scoperte di danni significativi agli ecosistemi fluviali e costieri causati da dragaggi su vasta scala. Il dragaggio avviene lungo il fiume Trapeang Rung all’interno dei confini del Santuario della Fauna Tatai e del Parco Nazionale Botum Sakor.

Khlem Yonviseth, direttore del dipartimento minerario provinciale, ha dichiarato a Mongabay che il divieto di esportazione del 2017 è stato revocato e che il suo ufficio ha emesso il permesso per l’operazione di dragaggio. Tuttavia, non ha fornito documentazione che attesti la revoca del divieto, e Mongabay non è riuscito a trovare alcun annuncio ufficiale al riguardo. Gli enti nazionali competenti non hanno risposto alle richieste di commento.

L’Operazione di Dragaggio Svelata

I commenti di Yonviseth seguono l’esposizione da parte del gruppo di attivisti Mother Nature Cambodia, che ha rivelato l’operazione di dragaggio in un video pubblicato il 14 luglio. In un video successivo dell’8 agosto, il gruppo ha tracciato molteplici navi cargo in transito da Koh Kong Krao, la più grande isola della Cambogia, al porto di Tuas a Singapore.

Mongabay ha confermato che quattro delle navi identificate dal gruppo hanno viaggiato verso Tuas Port, dove è attualmente in atto un progetto di recupero di terra sostenuto dallo stato. Inoltre, è emerso che la Catalyst Marine and Resources, l’azienda che ha ottenuto la licenza per il dragaggio, è legata a Starhigh Asia Pacific, un’azienda di Singapore attiva nel settore delle operazioni di estrazione di sabbia nella regione.


Impiego di dati del sistema di identificazione automatica (AIS) ha permesso a Mongabay di identificare la nave filmata dagli attivisti, la Densa Dolphin, battente bandiera maltese. È una delle quattro navi che ha effettuato lo stesso viaggio da Cambogia a un sito di recupero presso il porto di Tuas tra il 1° giugno e il 26 luglio 2026.

Le quattro navi sono classificate come bulk carriers, navi mercantili di grandi dimensioni utilizzate per trasportare vari materiali, tra cui sabbia. Sebbene Mongabay non sia riuscita a confermare la fonte della sabbia presuntamente consegnata alla Densa Dolphin, fotografie scattate da Mother Nature Cambodia e verificate da Mongabay mostrano chiatte da dragaggio in funzione lungo un tratto del fiume Trapeang Rung, a circa 25 chilometri di distanza da dove le navi mercantili erano ancorate.

Preoccupazioni Ambientali

Il fiume Trapeang Rung ospita specie in pericolo come il lontano peloso (Lutra sumatrana), e sfocia in una delle foreste di mangrovie più grandi della terraferma del sud-est asiatico. Secondo le mappe governative, il tratto di fiume in cui avviene il dragaggio è parte sia del Santuario della Fauna di Tatai che del Parco Nazionale di Botum Sakor, che fanno parte di una rete di aree protette nelle Montagne Cardamomo, una delle foreste meglio preservate della Cambogia e un hotspot di biodiversità.

Le dichiarazioni di Yonviseth suggeriscono che la proposta di dragaggio della Catalyst è stata supportata dalle autorità locali e dalle comunità, ma entrambe le autorità competenti non hanno risposto alle ripetute richieste di commento. Yonviseth ha inoltre affermato che le esportazioni di sabbia verso Singapore portano benefici significativi allo stato, contribuendo allo sviluppo delle comunità locali e generando entrate fiscali.


La Cambogia ha dovuto affrontare critiche per le sue operazioni di estrazione di sabbia negli ultimi anni, con molte comunità che attribuiscono il deterioramento della qualità della vita e la destabilizzazione delle risorse naturali a queste attività. Secondo diversi rapporti, l’industria mineraria di sabbia, altamente redditizia, si è spostata verso il fiume Mekong per soddisfare l’aumento della domanda di sabbia utilizzata nelle costruzioni. Pozzi di sabbia sul Mekong hanno contribuito a provocare erosione delle sponde e a ridurre drasticamente le risorse ittiche locali.

Le preoccupazioni sono amplificate dal fatto che all’interno della comunità cambogiana c’è una crescente pressione pubblica per la protezione delle risorse naturali. I residenti nelle vicinanze dei siti di estrazione hanno espresso ansia per le potenziali ripercussioni ambientali delle attività di dragaggio sull’ecosistema del fiume, affermando che il dragaggio profondo potrebbe causare il collasso delle sponde e influire negativamente sulle attività di pesca.

Chi Sono i Direttori della Catalyst Marine?

La Catalyst Marine and Resources (Cambogia) ha nominato quattro cittadini singaporeani come direttori. Documenti ufficiali rivelano che uno di questi, Si Thu Phyo, è anche il maggiore azionista di Starhigh Asia Pacific, che ha fornito sabbia a Singapore da altri paesi del sud-est asiatico. Inoltre, Mongabay ha scoperto che la gran parte delle attività estrattive, comprese quelle illegali, avviene spesso in modo tale da mascherare le responsabilità legali degli attori coinvolti.

La situazione attuale solleva serie domande sulla governance in Cambogia e sulle misure di controllo per le operazioni di estrazione di sabbia, specialmente in relazione all’impatto ecologico e sociale di queste attività.

Fonti ufficiali:

  • Mongabay
  • Ministero dell’Ambiente della Cambogia
  • Ministero delle Miniere e dell’Energia della Cambogia

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Luigi Salemi: