Il ciclone Harry continua a colpire duramente il Sud Italia. Mentre l’ondata di maltempo insiste su Calabria e Sardegna, lambendo anche la Puglia, la Sicilia è impegnata in una drammatica conta dei danni lungo centinaia di chilometri di costa. Mareggiate violentissime, vento fino a 120 chilometri orari e piogge intense hanno provocato crolli, allagamenti ed evacuazioni, fortunatamente senza vittime.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, come si legge in una nota di Palazzo Chigi, segue l’evoluzione della situazione «in costante contatto con il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e con il capo Dipartimento Fabio Ciciliano». La premier ha espresso vicinanza alle comunità colpite, raccomandando la massima prudenza e assicurando il sostegno del Governo. Nei prossimi giorni Musumeci e Ciciliano si recheranno nei territori interessati per individuare, insieme alle Regioni, le azioni necessarie al superamento dell’emergenza.
Sicilia, costa in ginocchio e danni record
È la Sicilia a pagare il prezzo più alto. Nel Messinese, a Milazzo, la furia del mare ha distrutto edifici del porticciolo turistico e divelto diversi pontili galleggianti. A Giardini Naxos le mareggiate hanno provocato il crollo della parte finale del molo di Schisò, mentre nell’area del molo Saia il mare ha eroso il muro di sostegno della carreggiata stradale, costringendo alla chiusura del lungomare e facendo crollare una piazzetta vicina.
Risveglio amaro anche a Catania, dove le zone più colpite sono i litorali di viale Kennedy alla Plaia, Ruggero di Lauria e Artale Alagona a Ognina, il borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti e le strade limitrofe. Le mareggiate hanno trascinato barriere di protezione, detriti e grandi quantità di sabbia. Decine i nuclei familiari evacuati nei villaggi a mare della Plaia, dove l’esondazione dei torrenti Buttaceto e Acquicella ha allagato la Statale 121.
Danni ingenti anche nel Trapanese. A Mazara del Vallo la via principale è stata invasa da rifiuti di ogni genere trasportati dalle onde; alcuni lidi rimasti montati nei mesi invernali sono stati completamente distrutti e spazzati via.
Il governatore siciliano Renato Schifani parla già di una stima impressionante: “Da una prima valutazione siamo nell’ordine di oltre mezzo miliardo di euro di danni su oltre 100 chilometri di litorale ionico”. Il presidente della Regione ha annunciato la convocazione di una seduta straordinaria della giunta per deliberare lo stato di crisi regionale e chiedere al Governo la dichiarazione di emergenza nazionale.
Sindaci in prima linea e appelli alla prudenza
Tra le immagini simbolo dell’emergenza, quella del sindaco di Taormina Cateno De Luca travolto da un’onda mentre, insieme al primo cittadino di Santa Teresa di Riva, documentava in diretta social i danni della mareggiata. «Non fate come noi», ha poi ammonito, invitando i cittadini a tenersi lontani dai lungomari.
Le amministrazioni locali restano in prima linea per mettere in sicurezza le aree più a rischio e assistere la popolazione. Le evacuazioni preventive e la chiusura di strade e lungomari hanno evitato conseguenze peggiori in un contesto definito dagli stessi sindaci «di estrema gravità».
Calabria e Sardegna chiedono lo stato di emergenza
Situazione critica anche in Calabria, dove a Melito Porto Salvo la mareggiata ha fatto crollare circa cento metri di lungomare. Il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha annunciato la richiesta dello stato di emergenza: «Fortunatamente non si registrano vittime né feriti, ma i danni sono ingenti. Il governo regionale è in costante contatto con quello nazionale».
Analoga richiesta arriva dalla Sardegna. L’assessore regionale al Bilancio e vicepresidente Giuseppe Meloni ha sottolineato l’urgenza di un intervento governativo: “Lo stato di emergenza consentirebbe di accedere a risorse immediate e a un iter accelerato per la ricostruzione”.
Cos’è il ciclone Harry e l’allerta resta alta
Secondo gli esperti, Harry non è un medicane ma un ciclone particolarmente intenso, nato da una saccatura atlantica che ha richiamato correnti calde e umide dal Nord Africa. Le raffiche hanno raggiunto i 120 chilometri orari, generando onde eccezionali: a Catania l’Ispra ha registrato un’onda massima di 9,71 metri.
La Protezione civile ha mantenuto l’allerta rossa su Sicilia, Calabria e Sardegna. Scuole chiuse in numerose città, da Catania a Messina, da Reggio Calabria a Cagliari. L’emergenza non è ancora conclusa, ma l’attenzione resta massima mentre il Sud Italia inizia una difficile ricostruzione.