Il Brasile segna i confini per tribù indigene isolate nella giungla amazzonica dopo decenni.

Demarcazione del Territorio Indigeno Kawahiva

Agenti dell’agenzia brasiliana per gli Indigeni, FUNAI, hanno trascorso 60 giorni tra giugno e luglio 2026 a segnare fisicamente i confini del Territorio Indigeno Kawahiva del Rio Pardo. Questa vasta area, che si estende per 411.000 ettari (circa 1 milione di acri) nel bioma dell’Amazzonia nello stato del Mato Grosso, è la casa di un gruppo indigeno isolato, i Kawahiva.

Nel 1999, il governo ha confermato l’esistenza del gruppo indigeno e ha iniziato la demarcazione del suo territorio nel 2001. Recentemente, Caroline Pearce, direttrice dell’ONG britannica Survival International, ha evidenziato le continue minacce che il popolo Kawahiva ha affrontato nel loro ambiente forestale, ribadendo il diritto di vivere senza contatti esterni. “I Kawahiva non contattati sono stati sotto minaccia nella loro foresta per decenni, mentre cercano semplicemente di esercitare il loro diritto a vivere come desiderano senza contatti,” ha dichiarato Pearce.


Minacce e Protezione del Territorio

Il territorio Kawahiva ha subito invasioni da parte di speculatori terrieri e taglialegna, causando un’azione diffusa di deforestazione. Storicamente, il territorio è stato protetto in modo intermittente tramite ordini di protezione temporanei, ma tali misure hanno incontrato l’opposizione da parte delle compagnie di logging.

Per procedere alla demarcazione ufficiale, gli agenti di FUNAI hanno aperto un sentiero intorno al territorio e installato circa 140 segnali in posizioni strategiche. Jair Candor, coordinatore dell’unità FUNAI che protegge i Kawahiva, ha dichiarato: “Qui nella nostra regione, tutti i proprietari di terreni fanno così.” Questa pratica non solo determina i confini tra terre, siano esse di proprietari bianchi o indigeni, ma segna anche un passo fondamentale verso il riconoscimento legale del territorio.


L’ultima invasione documentata nel territorio risale al 2023, quando un agricoltore ha pulito 4-5 ettari di terra Kawahiva. Quando è stato confrontato, l’agricoltore ha affermato che non c’erano marcature fisiche che identificassero la terra indigena. “La demarcazione fisica serve a questo scopo, affinché la gente possa identificare che lì c’è un territorio indigeno e un popolo che lo abita e ha bisogno di quello spazio,” ha aggiunto Candor.

La demarcazione fisica del territorio rappresenta un passaggio cruciale per il riconoscimento legale completo. Resta solo da attendere la firma del presidente Luiz Inácio Lula da Silva di un decreto che formalizzi la creazione del territorio indigeno. L’ufficio del presidente ha comunicato che è in attesa delle decisioni della Corte Suprema riguardanti il “marco temporal”, una controversa data di riferimento per le rivendicazioni di terra degli indigeni, prima di procedere con ulteriori riconoscimenti di terra per garantire certezza legale.


“Se riusciamo a mantenere la situazione così, senza invasioni, saranno al sicuro,” ha affermato Candor. Le ultime spedizioni di monitoraggio indicano che la foresta continua a fornire cibo sufficiente per i Kawahiva, compresi selvaggina, pesce e miele, permettendo loro di sopravvivere in accordo con il loro stile di vita tradizionale. “Essi sono esseri umani e hanno solo bisogno di un posto dove poter vivere in pace, come chiunque altro,” ha concluso.

L’immagine di copertura presenta il primo segnale che demarca il Territorio Indigeno Kawahiva del Rio Pardo. La continua lotta per la protezione di questo territorio è un indicatore della resilienza delle popolazioni indigene e del loro diritto alla terra, essenziale per la loro identità culturale e sopravvivenza.

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Luigi Salemi: