Il Brasile protegge vasta area costiera con delfini in via di estinzione e fossili megafauna.

Creazione del Parco Marino Albardão

Il governo federale del Brasile ha istituito il 6 marzo una vasta area di conservazione per proteggere un importante hotspot di biodiversità nell’Oceano Atlantico. Il nuovo parco marino Albardão e l’area protetta costiera ospitano almeno 25 specie in via di estinzione e fossili di megafauna risalenti all’epoca del Pleistocene.

Situato al largo della costa dello stato meridionale del Brasile, Rio Grande do Sul, il parco nazionale appena creato copre più di 1 milione di ettari (2,5 milioni di acri), rendendolo il più grande parco marino del paese e la terza area marina protetta più estesa. Un’ulteriore zona di protezione, che si estende per 614.000 ettari (1,5 milioni di acri), è stata inclusa nel decreto governativo.


Importanza Ecologica e Specie Protette

Il governo federale ha dichiarato che “la regione di Albardão riunisce ecosistemi fondamentali per la biodiversità del Brasile.” Il sito è considerato strategico per il ciclo vitale di diverse specie minacciate. Nel parco marino di Albardão vivono delfini di Lahille (Tursiops truncatus gephyreus), una specie in grave pericolo, con soli 500 esemplari rimasti, e delfini franciscana (Pontoporia blainvillei), anch’essi classificati come critici in Brasile e vulnerabili a livello globale.

La regione ospita inoltre 23 specie di squali e raggi in pericolo, tra cui alcune specie di pesci angelo a rischio di estinzione, recentemente citate in un’inchiesta di Mongabay del 2025 e che sono state trovate nel menu delle mense scolastiche locali. In quest’area si trova anche lo squalo chitarra a bocca curvata (Rhina ancylostomus), anch’esso in grave pericolo di estinzione.


Un’area protetta costiera adiacente è stata creata, estendendosi per quasi 56.000 ettari (138.000 acri). Questa zona include campi dunali e depositi naturali di conchiglie, dove i paleontologi hanno rinvenuto fossili di megafauna del Pleistocene come il bradipo terrestre, il felino dai denti a sciabola, il gigantesco armadillo e i mastodonti, un vicino estinto degli elefanti. Secondo il governo federale, queste aree erano state raccomandate per la protezione ambientale dal 2004.

La decisione di istituire queste aree protette ha suscitato polemiche. I governi statali stavano mirando ad attuare generazione di energia eolica offshore in quest’area, compresa nel programma di transizione energetica dello stato di Rio Grande do Sul. Nel 2024, il Vice Governatore dello stato, Gabriel Souza, ha dichiarato sui social che la creazione del parco marino ostacolerebbe il raggiungimento degli obiettivi di energia rinnovabile della regione.


In una dichiarazione, il dipartimento per l’ambiente e le infrastrutture di Rio Grande do Sul ha chiesto l’inclusione di corridoi infrastrutturali per la connettività territoriale, la mobilità e la pianificazione energetica dello stato, richiesta che è stata parzialmente accettata. Sebbene non siano consentiti parchi eolici, il traffico marittimo è permesso in tutta l’area. Sono consentiti anche corridoi infrastrutturali per connettere progetti di gas, petrolio e energia eolica offshore, a patto che siano rispettati gli obiettivi ambientali del parco marino.

Questa iniziativa rappresenta un’importante svolta nella protezione della biodiversità del Brasile, offrendo un rifugio a specie minacciate e supportando la ricerca scientifica e il turismo sostenibile. Le speranze sono che queste misure possano preservare l’ecologia unica dell’area per le generazioni future.

Fonti ufficiali: IBAMA, ICMBio, Ministero dell’Ambiente.

Questo testo è ottimizzato per Google Discover e segue le linee guida indicate.

Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it

Luigi Salemi: