Boom dei Data Center in Brasile: Il Ruolo dell’Energia Rinnovabile
Un’analisi esclusiva ha rivelato che almeno 36 aziende di energia rinnovabile in Brasile si stanno riconvertendo per costruire enormi centri dati sfruttando il surplus di energia prodotto. Quasi l’80% delle aree designate si sovrappone a terre tradizionali dove le comunità locali non sono consapevoli dei rischi industriali per i cicli idrologici e per la biodiversità. I funzionari governativi hanno presentato la matrice verde del Paese agli investitori globali, utilizzando l’eccesso di energia nei negoziati commerciali ad alto rischio con gli Stati Uniti.
L’appetito globale per l’intelligenza artificiale sta spingendo il Brasile a diventare leader in un movimento senza precedenti per la creazione di data center. A differenza di molte altre nazioni dove le grandi tecnologie lottano per trovare energia sufficiente, il Brasile si trova in una situazione opposta. I proponenti di data center provengono principalmente dall’industria energetica — più precisamente, dall’energia rinnovabile.
Crescita dei Data Center Rinnovabili
Secondo un’analisi condotta da The Intercept Brasil e Mongabay, il 65% delle richieste per connettere i data center alla rete elettrica principale proviene da aziende di energia rinnovabile. Fino a dicembre 2025, sono state segnalate 68 richieste di connessione in 37 municipi brasiliani. Questa situazione è il risultato di vari fattori, tra cui l’alta richiesta energetica dei data center.
L’Agenzia Internazionale dell’Energia prevede che il consumo energetico globale dei data center raddoppierà nei prossimi anni, raggiungendo potenzialmente 945 TWh entro il 2030. Con un mix energetico prevalentemente rinnovabile, il Brasile si è trasformato in una meta attraente per questi centri. Durante il World Economic Forum di Davos nel gennaio 2025, il Ministro delle Miniere e dell’Energia, Alexandre Silveira, ha dichiarato che il Brasile è una fonte enorme di opportunità per gli investimenti nella decarbonizzazione delle matrici energetiche.
Attualmente, il Paese produce più energia rinnovabile di quanto riesca a distribuire, il che può provocare interruzioni nella rete e causare blackout. Di conseguenza, spesso le centrali energetiche rinnovabili devono interrompere la generazione su richiesta dell’operatore della rete elettrica brasiliana, ONS. Questo fenomeno, noto come “curtailment”, ha portato nel primo semestre del 2025 a perdite di 3,2 miliardi di reais (circa 612 milioni di dollari) per le aziende. I data center, essendo consumatori energetici costanti, rappresentano una soluzione per sfruttare l’elettricità in surplus.
A titolo di esempio, nel 2025 la compagnia di energia solare Atlas ha dovuto ridurre la generazione in una delle sue centrali a Paracatu, Minas Gerais, di quasi il 40%. Entro la fine dell’anno, la società ha presentato un piano al Ministero delle Miniere e dell’Energia per costruire un complesso di data center da 1 GW sul sito.
La crescita dei data center potrebbe offrire stabilità finanziaria alle aziende di energia rinnovabile, che possono firmare contratti di acquisto a lungo termine con i data center e le grandi aziende tecnologiche. Questo garantisce la vendita del surplus di energia rinnovabile per 15 o 20 anni, evitando la necessità di immettere energia nella rete interconnessa. Secondo Mikaelle Farias, ingegnere di energia rinnovabile, oggi i data center offrono una maggiore affidabilità finanziaria rispetto ad altri settori, come l’elettrificazione automobilistica.
Il Ministero delle Miniere e dell’Energia ha confermato che sta lavorando per sviluppare politiche pubbliche efficaci per posizionare il Brasile come un hub globale per l’investimento in data center. Il Paese offre vantaggi come una capacità di crescita rapida di energia solare e eolica, e una consolidata esperienza nell’energia idroelettrica, assicurando agli investitori la certezza legale.
Il settore delle energie rinnovabili in Brasile ha visto una ripresa grazie all’arrivée dei data center, contribuendo a stabilire una sinergia tra l’industria energetica e quella della tecnologia. Le aziende di data center, come Scala Data Centers, hanno formato alleanze con le aziende di energia rinnovabile, garantendo l’accesso diretto a fonti sostenibili di energia. Questo modello è noto come “auto-produzione”. Inoltre, alcune aziende hanno optato per acquistare quote in progetti di energia, diventando partner nella generazione energetica.
Nonostante i vantaggi economici, non mancano le preoccupazioni riguardo l’impatto socio-ambientale di questa espansione. Le comunità locali denunciano problemi come l’acquisizione delle terre e l’inquinamento acustico dovuto ai parchi eolici e ai data center. Alcuni esperti avvertono che ci sono rischi potenziali per le terre tradizionali e le popolazioni indigene, specialmente nelle aree dove sono previsti data center.
Impatto Economico e Ambientale dei Data Center
Oltre agli effetti ambientali, l’espansione dei data center potrebbe influenzare i costi dell’elettricità per i cittadini brasiliani. Poiché i grandi consumatori di energia tendono a migrare verso il mercato libero, ciò potrebbe ridurre il numero complessivo di consumatori nel mercato chiuso, portando a un aumento dei costi per i restanti utenti. Le aziende partecipano al mercato libero, ricevendo sconti su alcune spese, il che comporta un aggravio di costi per i consumatori delle reti locali.
In un contesto simile, l’infrastruttura per la trasmissione dell’energia deve essere rafforzata per affrontare la domanda proveniente dai data center. Le compagnie energetiche hanno avvertito che i costi di queste migliorie si riflettono poi sulle bollette di tutti i consumatori. A questo proposito, l’Agenzia Nazionale di Energia Elettrica (Aneel) ha confermato che le spese per eventuali rinforzi nel sistema elettrico incidono sulle tariffe degli utenti.
Il Brasile ha il potenziale per diventare un hub di datacenter sostenibili grazie alla sua abbondanza di energia rinnovabile e ai costi competitivi. Le aziende di grandi dimensioni vedono questa opportunità non solo come un’iniziativa ecologica, ma anche come un modo per risparmiare; infatti, le stime del Ministero delle Finanze indicano che un’azienda può ridurre la propria impronta di carbonio spostando un data center in Brasile. Con queste condizioni, il Paese potrebbe diventare un importante punto di riferimento nella rivoluzione dell’energia sostenibile.
Fonti: The Intercept Brasil, Mongabay Brasil, Agenzia Internazionale dell’Energia, Ministero delle Miniere e dell’Energia.
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