IKEA sfida la tracciabilità del legno con la nuova normativa EUDR.

IKEA e la Regolamentazione sulla Deforestazione dell’UE: Un Momento Cruciale

Fase di Implementazione della Regolamentazione sulla Deforestazione

Con l’imminente attuazione della Regolamentazione sulla Deforestazione dell’Unione Europea (EUDR) prevista per la fine di quest’anno, IKEA, il gigante svedese del mobile, si trova a dover affrontare nuove sfide per garantire che il legno utilizzato nelle sue produzioni non derivi da aree disboscate dopo il 2020. Pur essendo quasi tutto il legno di IKEA certificato FSC o riciclato, precedenti indagini hanno dimostrato che questo sistema volontario non riesce sempre a prevenire sfruttamenti illegali o insostenibili.

L’EUDR introduce requisiti di tracciamento severi, tra cui la necessità di fornire dati di geolocalizzazione e processi di due diligence più rigorosi in confronto alle certificazioni attuali. Tuttavia, continui ritardi e possibili modifiche alle norme hanno generato incertezze per aziende come IKEA, che si stanno preparando a rispettare tali requisiti.

Opportunità di Miglioramento nella Tracciabilità

IKEA ha da lungo tempo enfatizzato il proprio impegno verso pratiche di silvicoltura sostenibile, dichiarando nel proprio rapporto sulla sostenibilità che il 96,5% del legno utilizzato è certificato FSC o riciclato. Tuttavia, indagini recenti, in particolare in Romania, hanno evidenziato problematiche nei suoi fornitori locali, indicando che anche le aziende con un forte impegno per la sostenibilità possono trarre vantaggio dai requisiti più rigorosi dell’EUDR.

Per ottemperare all’EUDR, le aziende devono dimostrare mediante dati di geolocalizzazione che le materie prime non provengono da terreni disboscati dopo dicembre 2020. “Il business di IKEA rimane impegnato a pratiche di approvvigionamento responsabile che non contribuiscono alla deforestazione,” ha dichiarato l’azienda in una nota a Mongabay.


Sfide nella Preparazione e Adattamento

Nonostante il termine per l’adeguamento si avvicini, molte aziende non sembrano pronte a rispettare le normative dell’EUDR. Rick Jacobsen, senior manager della Environmental Investigation Agency (EIA), ha sottolineato che la tracciabilità rappresenta una sfida principale a causa della complessità delle catene di approvvigionamento. Nel momento in cui è stata adottata la EUDR, IKEA si è resa conto di dover rivedere e aggiornare le proprie pratiche.

“Con i requisiti aggiuntivi dell’EUDR, come la raccolta di dati di geolocalizzazione, sono necessari aggiornamenti e ampliamenti dei nostri processi di due diligence,” ha dichiarato l’azienda nel suo rapporto sulla sostenibilità per l’anno fiscale 2024.

Iniziative Collaborative e Sforzi di Trasparenza

IKEA ha già investito significativi sforzi in collaborazione con organizzazioni ambientaliste come WWF, al fine di promuovere pratiche di approvvigionamento responsabile del legno. Tra le principali realizzazioni della partnership ci sono la certificazione della sostenibilità per i proprietari di foreste in Vietnam e la mappatura delle foreste vergini in Europa dell’Est. Queste iniziative possono supportare gli aggiornamenti necessari per la conformità all’EUDR.

Jacobsen ha anche affermato che le organizzazioni della società civile possono assumere un ruolo fondamentale nel garantire catene di approvvigionamento prive di deforestazione, esercitando una vigilanza indipendente. “La trasparenza è cruciale per consentire una maggiore supervisione indipendente da parte di attori diversi,” ha spiegato.


La Necessità di Normative Più Severe

Sebbene l’Unione Europea avesse già vietato l’importazione di legno illegalmente raccolto nel 2010, gli attivisti per la foresta chiedono l’immediata implementazione dell’EUDR per evitare che legno legato alla deforestazione continui a entrare nel mercato europeo. Un’indagine della EIA del gennaio 2026 ha trovato evidenze di legno tropicale prodotto illecitamente importato in diversi Stati membri.

Con l’introduzione di una maggiore vigilanza sulla catena di approvvigionamento e requisiti severi per la dovuta diligenza, si prevede che l’EUDR possa fungere da regolamentazione più efficace rispetto alle certificazioni volontarie attualmente in vigore, come quelle gestite dal Forest Stewardship Council (FSC).

Le incertezze legate all’attuazione della EUDR si sono amplificate a causa di richieste di semplificazioni normative da parte di alcuni attori economici. “Le modifiche apportate alla EUDR hanno ridotto la trasparenza e la capacità di aziende più piccole di stabilire catene di approvvigionamento trasparenti,” ha affermato un rappresentante di WWF.

Conclusioni Necessarie e Prospettive Future

Mentre l’attuazione della EUDR si avvia, le aziende come IKEA sono chiamate a investire in sistemi di tracciabilità più robusti. Inoltre, ci sono esempi positivi di paesi come la Romania che hanno introdotto sistemi di tracciabilità già nel 2014.

Il compito di garantire una filiera responsabile e sostenibile non è solo una questione di regolamenti, ma richiede anche un impegno collettivo tra aziende, fornitori e organizzazioni ambientaliste. È fondamentale che IKEA e altre grandi aziende del settore prendano atto della situazione attuale e agiscano in modo proattivo per promuovere pratiche di approvvigionamento sostenibili a livello globale.

Fonti ufficiali:

  • Mongabay
  • Environmental Investigation Agency (EIA)
  • WWF

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Luigi Salemi: