Iceland deve tutelare il salmone selvatico e rifiutare la nuova legislazione sull’acquacoltura.

L’Allerta di Patagonia: La Minaccia agli Salmone Atlantici in Islanda

Negli ultimi decenni, l’acquacoltura e i cambiamenti climatici hanno rappresentato una minaccia mortale per il salmone atlantico selvatico. In un editoriale recente, Yvon Chouinard, fondatore di Patagonia, ha messo in guardia contro un nuovo progetto di legge presentato al parlamento islandese. Questo disegno di legge permetterebbe l’espansione della pesca in mare aperto, nonostante oltre il 65% degli islandesi si opponga a questa pratica. Chouinard sottolinea come il turismo, un settore chiave per l’islanda, si basa sulla bellezza naturale e sull’abbondanza di fauna selvatica, elementi che potrebbero essere compromessi dall’acquacoltura.

La questione è particolarmente urgente: in poco più di 50 anni, la popolazione di salmone atlantico selvatico ha subito un calo del 75%. Oggi, si stima che meno di 60.000 salmoni vivano nelle acque intorno all’Islanda. Se non si prende una decisione tempestiva, rischiamo di condannare il “re dei pesci” all’estinzione.

La Minaccia dei Cambiamenti Climatici

Le acque più calde, causate dai cambiamenti climatici, rappresentano una minaccia potenzialmente mortale per il salmone (Salmo salar). Qualora il parlamento islandese approvasse la nuova legge sull’acquacoltura, l’apertura di nuovi allevamenti di salmoni accelererebbe il rischio di estinzione di questa specie. Personalmente, ho visitato l’Islanda regolarmente dal 1960 e ho assistito al declino dei salmoni selvatici nei fiumi. L’espansione della pesca in mare aperto aggraverà una problematica già critica, aprendo la strada a disastri ambientali.

Diversi studi hanno dimostrato come gli allevamenti intensivi di salmoni possano diventare veri e propri scogliere ecologiche. Essi non solo influiscono negativamente sull’ambiente marino, ma possono anche portare a un inquinamento massiccio delle acque circostanti. Un esempio emblematico è il gran numero di pesci che possono sfuggire da questi allevamenti. Nel 2017, migliaia di pesci d’allevamento sono fuggiti in wild negli Stati Uniti, creando un grave squilibrio ecosistemico.


Pratiche di Pesca Regolamentate

L’acquacoltura è una questione complessa: sebbene possa sembrare un’opzione vantaggiosa per ridurre la pressione sulle popolazioni di pesci selvatici, i rischi associati sono elevati. Gli allevamenti di salmoni sono alimentati con mangimi a base di pesce ottenuti da altre popolazioni ittiche, contribuendo alla decimazione di specie già in pericolo come sardine e aringhe.

Inoltre, il problema dei parassiti, come il pidocchio del pesce (Lepeophtheirus salmonis), aggrava ulteriormente la situazione. Questi piccoli crostacei possono causare danni ingenti ai salmoni in allevamento e anche a quelli selvatici, la cui salute è compromessa da infestazioni che si propagano nel mare. Le conseguenze di tali epidemie possono essere devastanti e rappresentano un rischio per l’intero ecosistema marino.

Le soluzioni attuate per combattere questi problemi, come l’uso di sostanze chimiche tossiche, portano con sé nuovi rischi per altre forme di vita marina, come granchi e aragoste, che vivono nelle vicinanze.

Il Futuro dell’Islanda: Un’Alternativa Sostenibile

La lotta contro le pratiche di acquacoltura distruttiva non è soltanto una questione ecologica, ma anche economica. Oltre 34.000 islandesi trovano lavoro nel settore del turismo, un’industria che contribuisce significativamente all’economia nazionale con oltre 7 miliardi di dollari. Al contrario, l’industria dell’acquacoltura, per lo più di proprietà norvegese, impiega solo poche centinaia di persone e i proventi vengono spesso esportati.

Chouinard afferma che il governo islandese ha l’opportunità di dare un esempio di responsabilità, ascoltando i cittadini e opponendosi a un’industria globale che mostra segnali di declino e accusa. È fondamentale scegliere la protezione della natura e delle risorse naturali piuttosto che cedere a pratiche devastanti che minacciano il futuro del salmone selvatico.

La Patagonia, dal canto suo, ha attivamente supportato e investito in iniziative per la protezione della fauna selvatica e dell’ecosistema marino. Progetti come “Laxaþjóð | A Salmon Nation” mettono in luce le minacce rappresentate da pratiche di pesca distruttive e testimoniano l’importanza di alleanze con gruppi di advocacy, come il North Atlantic Salmon Fund e l’Icelandic Wildlife Fund.

Il Nostro Impegno per l’Ambiente

Investire nella protezione degli ecosistemi è un passo necessario non solo per il benessere delle future generazioni ma anche per la salute del nostro pianeta. Combattere per un salmone selvatico prospero è non solo una questione di preservazione dei pesci, ma anche di salvaguardia dell’ambiente e delle comunità locali che dipendono da esso.

Ogni giorno ci sono opportunità per fare la differenza. Come ha detto Chouinard, l’Islanda ha la possibilità di diventare un faro di sostenibilità nel mondo. È tempo di agire e prendere decisioni che preservino la bellezza naturale del paese.

Fonti ufficiali:

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Luigi Salemi: