I casi giudiziari in Cina svelano che la maggior parte dei corni di rinoceronte traffico proviene dall’Africa meridionale.

Traffico di corna di rinoceronte in Cina: Un’analisi sul commercio illegale

Un recente rapporto dell’Agenzia di Investigazione Ambientale ha esaminato oltre 250 casi di traffico di corna di rinoceronte processati in Cina dal 2013 al 2025. L’obiettivo era di comprendere le rotte di contrabbando e le tendenze interiori del paese. Le corti cinesi hanno condannato più di 500 trafficanti, i quali hanno ricevuto una pena media di 4,5 anni di carcere e multe di circa 92.322 yuan (circa 13.540 dollari). La maggior parte delle corna di rinoceronte contrabbandate in Cina proviene da Sudafrica e Mozambico, entrando attraverso le frontiere via terra da Vietnam, Myanmar e Laos.

Le corna di rinoceronte sono ampiamente utilizzate nella medicina tradizionale cinese, ma la maggior parte dei casi giudiziari ha coinvolto corna scolpite e oggetti venduti in negozi di antiquariato. Circa un terzo dei consumatori si trova in grandi città come Pechino, Jiangsu e Shanghai.

La domanda incessante di corna di rinoceronte, unita ai tentativi dei paesi dell’Africa meridionale di aprire un commercio legale delle corna accumulate, rende difficile combattere il traffico, poiché il bracconaggio sta decimando le popolazioni di rinoceronti in Africa e Asia.

L’importanza delle corna e la battaglia per la loro sopravvivenza

I rinoceronti, tra i gruppi di animali più grandi al mondo, stanno affrontando una dura lotta per la loro sopravvivenza a causa di una parte del loro corpo molto ambita: la corna. Questi animali usano le corna per difendere il territorio, affermare il dominio e proteggere i propri piccoli. La corna, composta principalmente di cheratina, viene utilizzata dall’uomo per la medicina, l’adornamento e la decorazione. La medicina tradizionale cinese attribuisce ampie proprietà curative a queste corna, che sono anche trasformate in gioielli e oggetti di lusso.

La crescente domanda ha inciso profondamente sulle popolazioni di rinoceronti sia in Asia che in Africa. Le corna di rinoceronte hanno un valore stimato di circa 20.000 dollari al chilogrammo (circa 9.090 dollari per libbra) nel mercato nero, spesso trafficate da sindacati della criminalità organizzata transnazionale.

Il bracconaggio ha portato tre delle cinque specie di rinoceronti esistenti al bordo dell’estinzione. Secondo l’International Rhino Foundation, circa 500.000 rinoceronti vagavano nella natura all’inizio del XX secolo; oggi ne rimangono poco meno di 27.000 e un rinoceronte viene ucciso ogni 15 ore.

Statistiche sul traffico di corna di rinoceronte in Cina

La Cina è il più grande consumatore di corna di rinoceronte, ma i dati sul commercio interno sono limitati. Un team dell’Agenzia di Investigazione Ambientale del Regno Unito ha cercato di colmare questa lacuna informativa. Ha analizzato 258 casi giudiziari di traffico di corna tra il 2013 e ottobre 2025, pubblicati nel database “China Judgments Online”. Questi documenti rivelano che durante questo periodo le autorità hanno sequestrato 700 chilogrammi (1.543 libbre) di corna, il che implica che circa 200 rinoceronti sono stati uccisi per alimentare questo mercato.

Le 512 persone arrestate hanno affrontato pene detentive medie di 4,5 anni, con multe di circa 92.322 yuan. La maggior parte dei reati ha riguardato meno di 10 chilogrammi (22 libbre) di corna di rinoceronte.

Tendenze nel commercio di corna di rinoceronte in Cina

Il rapporto dell’EIA indica che ci sono molti commercianti basati nel Sud-est asiatico che offrono ancora corna di rinoceronte ai consumatori cinesi per scopi medicinali. Questa richiesta è difficilmente rilevabile nella sua forma in polvere, il che può spiegare perché la maggior parte dei sequestri riguardi corna lavorate in sculture o gioielli.

Le autorità hanno registrato il picco dei sequestri di corna nel 2020, passando da solo due nel 2013 a 72 sette anni dopo, ma sono precipitati a meno di 10 dal 2022. Il rallentamento dell’attività commerciale potrebbe essere dovuto alla pandemia di COVID-19, che ha interrotto i viaggi internazionali e rallentato il movimento di beni.

Ricerche indicano che circa il 72% dei casi analizzati dall’EIA comprendeva prodotti di altre specie di fauna selvatica in pericolo, come avorio di elefante o squame di pangolino, suggerendo l’esistenza di reti di traffico diversificate.

Rotte di traffico delle corna di rinoceronte

Le corna di rinoceronte si muovono attraverso una rete complessa di rotte internazionali e domestiche che collegano l’Africa, il Sud-est asiatico e i principali mercati cinesi. Tutte le corna sequestrate dalle autorità provenivano dall’Africa, con i rinoceronti bianchi che rappresentavano oltre tre quarti di questi casi. Gli sbarchi più significativi delle corna si sono verificati nei porti di Hong Kong, un importante hub di transito.

Il Sudafrica e il Mozambico sono stati le principali fonti africane di corna, mentre le province cinesi meridionali, in particolare Guangxi e Yunnan, sono emerse come hotspot di traffico. Circa un terzo dei consumatori si trovano in grandi città.

Questo commercio è reso complicato dai tentativi di alcuni paesi di legalizzare il traffico di corna da rinoceronti privati, proposta che esperti di fauna selvatica giudicano rischiosa, in quanto potrebbe aumentare la domanda e la pressione del bracconaggio sulle popolazioni già minacciate.

Azioni contro il traffico di corna

Dati sui trend e sulle rotte di traffico sono fondamentali per consentire alle autorità di intervenire. L’EIA suggerisce di dare priorità alle attività di enforcement guidate dall’intelligence nelle province lungo il confine meridionale. Collaborazioni tra stati coinvolti sono essenziali e la condivisione di informazioni sui campioni di corna sequestrati è un passo importante per capire l’origine delle corna.

Vi sono stati alcuni successi nelle operazioni anti-traffico, tra cui l’arresto di un presunto trafficante di corna in Sudafrica. Incrementare gli sforzi di enforcement e imporre pene più severe per i bracconieri è un’esigenza fondamentale per limitare il commercio illecito.

Fonti:

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Luigi Salemi: