I cambiamenti climatici mettono in crisi l’energia idroelettrica in Africa meridionale, riaccendendo il carbone.

I cambiamenti climatici mettono in crisi l’energia idroelettrica in Africa meridionale, riaccendendo il carbone.

Molti esprimono preoccupazione per il fatto che il carbone, sebbene possa temporaneamente risolvere le carenze energetiche, non rappresenti una soluzione a lungo termine. Johnstone Chikwanda, analista energetico, avverte che l’ampliamento della generazione a carbone potrebbe ostacolare gli impegni di Zambia e Zimbabwe nei confronti dell’Accordo di Parigi. Nuovi impianti stanno adottando tecnologie a bassa emissione, riflettendo sforzi per ridurre l’impatto ambientale.

Una via da esplorare: energia rinnovabile

Zimbabwe possiede una vasta gamma di risorse energetiche rinnovabili, dalle solare alle eoliche. Sebbene la tecnologia solare stia diventando più economica, l’accessibilità al finanziamento rimane una barriera significativa in Africa. Chikwanda suggerisce che la maggiore opportunità per la Zambia risieda nell’espandere rapidamente l’energia solare per integrarsi con l’idroelettrica. Con un’abbondante esposizione solare durante tutto l’anno, la generazione solare si integra bene con l’idroelettrica, in particolare nella stagione secca.

Oggi, circa il 6-8% dell’elettricità in Zimbabwe proviene da sistemi di net-metering, permettendo ai cittadini di produrre la propria elettricità attraverso i pannelli solari. Questo tipo di innovazione sta alimentando una vera rivoluzione energetica guidata dalle comunità, spesso trascurata dai media.


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