Rilascio ingannevole di uccelli in Uzbekistan
Recentemente, il governo dell’Uzbekistan ha annunciato il rilascio di oltre 2.000 esemplari di upe di houbara asiatica, creando l’illusione di un’iniziativa di conservazione. Tuttavia, esperti del settore, come Nigel Collar di BirdLife International, affermano che tali azioni non hanno alcun legame con la salvaguardia della specie. Secondo Collar, questo rilascio ha come obiettivo principale quello di fornire prede per le battute di caccia, piuttosto che promuovere la conservazione.
Il biologo della conservazione, che co-presiede il Bustard Specialist Group presso l’IUCN, sottolinea che le aree in cui sono stati liberati gli uccelli sono concessioni di caccia per falconieri dei Paesi del Golfo. “In effetti, questi uccelli vengono rilasciati in natura solo per fornire ‘sport’,” ha dichiarato Collar. Le affermazioni ufficiali del governo che parlano di ripristino della fauna selvatica sembrano quindi fuorvianti, poiché non vi è alcuna strategia di conservazione reale legata a queste azioni.
La situazione dell’ufe di houbara asiatica
L’ufe di houbara asiatica (Chlamydotis macqueenii) è attualmente sotto la minaccia di estinzione, come riportato nella Lista Rossa dell’IUCN. Questo uccello migrante attraversa diverse aree, dall’Asia Centrale all’Asia Meridionale e fino al Medio Oriente, ed è sottoposto a intensa pressione venatoria. Nel maggio di quest’anno, quasi 900 esemplari sono stati rilasciati nella regione del Mar d’Aral, seguiti da circa 670 altri a giugno e 778 a luglio nella regione di Navoiy, come affermato dal Comitato Nazionale per l’Ecologia e il Cambiamento Climatico dell’Uzbekistan.
I nuovi arrivati sono stati tutti allevati in centri di riproduzione negli Emirati Arabi Uniti, sempre secondo le dichiarazioni governative. Le autorità sostengono che questi rilasci sono stati eseguiti sotto la supervisione di specialisti e di Falcon Hunting Solutions LLC, un’azienda focalizzata sullo sviluppo della caccia sportiva comme segment dell’ecoturismo in Uzbekistan.
Le dichiarazioni ufficiali sostengono che il rilascio degli uccelli contribuirà al ripristino dell’equilibrio ecologico e alla conservazione della biodiversità nella regione. Tuttavia, Collar avverte che l’innesto non si traduce in una reintroduzione genuina, poiché esistono già popolazioni selvatiche di houbara nei luoghi interessati. Il rilascio degli esemplari allevati mette semplicemente una “toppa” su una situazione ben più complessa.
Collar ha anche evidenziato che non vengono raccolti dati significativi sulla popolazione base di questi uccelli, né su quanti siano cacciati o su quali livelli di caccia sarebbero accettabili. Manca quindi ogni strategia che possa contribuire a una gestione sostenibile delle popolazioni selvatiche.
I problemi fondamentali che minacciano la specie continuano a essere irrimediabilmente trascurati. Tra questi si annovera l’esistenza di una linea elettrica aerea di 800 chilometri che attraversa gli habitat desertici degli houbara, rappresentando un serio rischio di collisione. Collar ha suggerito che per garantire la sopravvivenza a lungo termine, sarebbe necessario interrare le linee elettriche e ridurre il contatto umano durante il periodo di allevamento, nonché implementare il Piano d’Azione Multispecie dell’IUCN per i bustard, approvato dai paesi firmatari, compreso l’Uzbekistan.
In sintesi, le azioni intraprese dal governo uzbeko nel rilascio di houbara asiatiche sollevano interrogativi seri sulla reale motivazione dietro questi rilasci, che sembrano più orientati a soddisfare esigenze venatorie che a spiegare un genuino interesse per la conservazione della specie. Per chi è attento all’ecologia dell’area, è fondamentale che le misure di conservazione siano trasparenti e supportate da un reale impegno verso il ripristino e la protezione delle popolazioni selvatiche.
Fonti: BirdLife International, IUCN.
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