Hat Yai, Thailandia: ripresa dopo le devastanti inondazioni e strategie per il futuro.

La crisi alluvionale di Hat Yai: una situazione che si aggrava

Nonostante una storia di inondazioni e previsioni di forti piogge dovute a La Niña, la città thailandese di Hat Yai ha ricevuto pochissimi avvertimenti efficaci prima che le acque alluvionali esplodessero a livelli devastanti nel novembre 2025. I servizi essenziali come l’energia, le comunicazioni e l’accessibilità sono stati interrotti, mentre i servizi di soccorso si trovavano in difficoltà nel raggiungere le aree allagate, costringendo i residenti a ripararsi con i vicini in condizioni estreme. Molti hanno perso tutto, e le compensazioni governative sono limitate. La gestione urbana inadeguata pone importanti interrogativi sulla capacità di Hat Yai di affrontare futuri eventi meteorologici estremi in un clima in cambiamento.


La crisi causata dall’alluvione di Hat Yai, la città più grande del Sud della Thailandia, sembra non avere fine. Anche se le acque si sono ritirate, il processo di recupero è appena iniziato. Questo incidente non avrebbe dovuto sorprendere: Hat Yai ha già subito devastanti inondazioni nel 2000 e 2010, e quest’anno con La Niña previsto, eventi di piogge intense erano attesi.

La recente alluvione si è manifestata in due ondate, con precipitazioni accumulate in tre giorni che hanno raggiunto i 630 millimetri. La mattina del 21 novembre, i residenti come Khun Nit, settantenne di Khet 8, ritenevano che il peggio fosse passato. Quel giorno, l’acqua aveva raggiunto un livello sotto il ginocchio e le persone, approfittando della situazione, posavano sorridenti per le foto. Tuttavia, nelle prime ore del 22 novembre, le piogge hanno ripreso a cadere, e in breve tempo, le acque si sono elevate rapidamente. Nonostante le notizie della pubblica amministrazione informassero che tutto sarebbe andato bene, la situazione stava per precipitare.


Questo clima di falsa sicurezza ha portato molte persone a rimanere nelle proprie abitazioni. Un giovane venditore di cibi alla griglia ha ignorato i suggerimenti del padre, residente in una provincia vicino al confine malese, di evacuare, restando convinto che la città fosse al sicuro. Le ore successive hanno rivelato la drammaticità della situazione, costringendo le persone a cercare rifugio. In tutta la città, il livello dell’acqua ha raggiunto da 3 a 4 metri, e in alcune aree ha superato gli 8 metri.

Molti residenti, nel tentativo di mettersi in salvo, si sono rifugiati in case di amici e vicini, mentre le comunicazioni e l’energia elettrica venivano interrotte. La corrente forte delle acque alluvionali, che trascinava tutto ciò che incontrava, ha reso impossibile qualsiasi navigazione, e molti sono stati lasciati soli, senza sapere per quanto tempo sarebbero stati isolati.


Impatto e recupero: una sfida senza precedenti

Il danno economico e umano è inestimabile. Molti hanno perso ogni cosa: beni, vestiti, elettrodomestici. Coloro che avevano contratti di assicurazione di prima classe vedranno un risarcimento, ma il processo è lungo. I cittadini comuni, come un padre single con due figli, hanno visto in pochi attimi la loro vita stravolta, perdendo giocattoli, libri scolastici e tutto ciò che possedevano.

Il governo ha offerto un risarcimento di 9.000 baht (circa 285 dollari) per ogni famiglia, ma solo coloro che erano registrati possono accedervi. Questo ha portato molti a recarsi dal capo villaggio per ottenere lettere di supporto, una situazione complicata dalla perdita di tutti i documenti durante le inondazioni.


Nonostante le enormi difficoltà, Hat Yai sta lentamente tentando di riprendersi. I residenti stanno reinvestendo e prendendo in prestito fondi per riparare case e negozi. Tuttavia, ciò che non può essere recuperato viene ammucchiato per essere portato in discarica, sollevando interrogativi sulle conseguenze ambientali e sanitarie a lungo termine di tale smaltimento.

Il lavoro di recupero si sta rivelando complicato. Khun Nimit, proprietaria di una lavanderia e sartoria, ha visto il suo negozio ridotto in macerie, ma è riuscita a sostituire sei lavatrici, consapevole del rischio di nuove inondazioni. Anche un farmacista di terza generazione sta affrontando una difficile rinascita, mentre si chiede se valga la pena continuare l’attività di famiglia.


Accanto ai danni immediati, la resilienza della città di Hat Yai sarà messa alla prova dalle sfide future. Decenni di una pianificazione urbana scadente hanno saturato le zone di esondazione, ostacolando il flusso naturale delle acque. Le domande su quanto sia possibile recuperare e sull’efficacia della città di fronte a futuri eventi alluvionali estremi si fanno sempre più pressanti.

Fonti ufficiali indicano che la situazione di Hat Yai richiede un intervento urgente e una pianificazione strategica per il futuro. Per ulteriori informazioni sui piani di recupero e sulla risposta del governo, visitare il Ministero delle Risorse Naturali e dell’Ambiente thailandese o il sito ufficiale del Comune di Hat Yai.

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Luigi Salemi: