Gruppi indigeni chiedono fermo alla miniera d’oro Belo Sun in Amazonia.

Proteste Indigene in Brasile: Occupazione a Altamira

Oltre 120 attivisti indigeni hanno occupato un edificio federale ad Altamira, nella foresta pluviale amazzonica brasiliana, dal 23 febbraio. Questo gruppo sta chiedendo alle autorità di bloccare la licenza di un’azienda mineraria canadese che intende aprire una delle più grandi miniere d’oro a cielo aperto del paese, situata lungo il fiume Xingu.

Guidata da un movimento di donne indigene, la protesta è scaturita da una sentenza del 13 febbraio che ha reintegrato una licenza di installazione sospesa dal 2017 per il progetto “Volta Grande” della multinazionale mineraria Belo Sun (TSE:BSX).


Rivendicazioni e Difficoltà: Una Lotta per i Diritti

Secondo il Movimento delle Donne Indigene del Medio Xingu, “Belo Sun è un’azienda straniera che intende saccheggiare le ricchezze della Volta Grande do Xingu, un territorio sacro per i popoli indigeni e tradizionali.” Il comunicato prosegue evidenziando che “le decine di donne e uomini che si sono accampati in lotta per i loro diritti da oltre 20 giorni non lo fanno per svago, ma perché comprendono il pericolo che questo progetto minerario rappresenta per la regione.”

La protesta colpisce in particolare la filiale locale della Funai, l’agenzia brasiliana per gli affari indigeni, nel comune di Altamira, nello stato del Pará. Il 16 marzo, i manifestanti hanno brevemente bloccato l’accesso all’aeroporto di Altamira. I leader indigeni affermano che la Funai non li rappresenta adeguatamente e ha approvato gli impatti del progetto sui popoli indigeni nonostante la mancanza di consenso delle comunità interessate.


Nell’ambito di questo conflitto, nel dicembre 2025, dieci associazioni indigene hanno formalmente annullato un precedente processo di consultazione e sospeso tutte le trattative con l’azienda. La sentenza del 13 febbraio, che consente il progresso del progetto, rappresenta l’ultimo atto di una controversia che dura da 14 anni. Questa decisione è stata immediatamente appellata dalla Procura Pubblica Federale, richiamando la mancanza di dovuta diligenza riguardo al consenso indigeno. Nonostante ciò, la Belo Sun ha dichiarato di essere ora autorizzata a procedere con le attività di costruzione e installazione.

“Quello che ci spinge è non lasciare che Belo Sun distrugga il nostro fiume, poiché le nostre fonti d’acqua qui sono già state gravemente devastate”, ha dichiarato Sol Juruna, uno dei leader dell’occupazione, in un messaggio audio a Mongabay. “Sappiamo che se Belo Sun va avanti, finirà per distruggere il nostro fiume Xingu. Ci sono persone in futuro, i nostri figli, nipoti e pronipoti, che perderanno tutto.”


Impatto Ambientale e Preoccupazioni

Secondo i leader indigeni, la miniera d’oro proposta aggraverebbe danni ambientali già causati dalla diga idroelettrica di Belo Monte alle comunità indigene e fluviali della regione Xingu. La diga, opera dal 2016, ha deviato una notevole quantità del flusso naturale del fiume.

“Stiamo già soffrendo per gli impatti della diga di Belo Monte, con i livelli del fiume che scendono rapidamente, danneggiando la migrazione dei pesci e la navigabilità”, ha dichiarato Eliete Pakissamba, presidente dell’associazione indigena Juruna AIKOJUPA, al media brasiliano Pública. “Se un altro progetto di questa grandezza arriva, la regione di Volta Grande non ce la farà.”

In risposta alle preoccupazioni, la Belo Sun ha affermato in una dichiarazione che il progetto sarà sviluppato secondo le migliori pratiche minerarie internazionali e i più elevati standard sociali. Nonostante ciò, l’opinione pubblica continua a essere scettica riguardo agli effettivi benefici e ai rischi per la comunità e l’ambiente.

Negli ultimi anni, la crescente attenzione internazionale sui diritti delle popolazioni indigene e la protezione ambientale ha portato a un maggiore supporto per queste manifestazioni e per la difesa delle terre native. In questo contesto, la lotta delle comunità indigene del Brasile resta cruciale per la salvaguardia non solo dei propri diritti ma anche della biodiversità unica della foresta amazzonica.

Per ulteriori dettagli, consulta le fonti ufficiali e segui gli aggiornamenti sui diritti dei popoli indigeni in Brasile attraverso le organizzazioni dedicate.

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Luigi Salemi: