Impatto della crisi climatica sui cetacei
Un gruppo di organizzazioni ambientaliste ha annunciato l’intenzione di fare causa al National Marine Fisheries Services (NMFS) degli Stati Uniti per non aver considerato misure di protezione per le balene grigie dell’Oceano Pacifico orientale ai sensi del Endangered Species Act (ESA).
Le balene grigie (Eschrichtius robustus) stanno subendo un drastico calo della popolazione, che potrebbe risultare catastrofico, contrariamente a quanto era stato considerato un successo nella loro conservazione. Nel 2019, la popolazione era di circa 20.500 individui; nel 2023, è scesa a soli 14.526, segnando la scomparsa di “quasi il 30% dell’intera popolazione” in soli quattro anni, secondo l’organizzazione no-profit Public Employees for Environmental Responsibility (PEER).
La necessità di una maggiore protezione
Come molte specie di balene, le balene grigie sono vittime di collisioni con le navi e di intrappolamenti, ma gli scienziati attribuiscono gran parte della recente mortalità ai cambiamenti climatici e alle interruzioni della rete alimentare artica di cui dipendono. Pare che le balene “siano in uno stato di carestia”, ha affermato PEER.
Un secolo di caccia ha ridotto drasticamente la popolazione di queste creature, ma grazie alle protezioni fornite dalla ESA nel 1973, la specie è riuscita a recuperare e a essere declassificata nel 1994. Considerando il recente crollo demografico, le organizzazioni ambientaliste hanno presentato una petizione al NMFS nel 2025 per reinserire le balene nella lista protetta, il che garantirebbe loro ulteriore protezione. L’agenzia avrebbe dovuto pubblicare una valutazione di 12 mesi entro il 24 agosto 2026, ma non l’ha fatto. Pertanto, il gruppo ha inviato una notifica di intenzione di fare causa per violazioni dell’ESA.
“L’amministrazione Trump ha nuovamente violato una delle leggi ambientali fondamentali del paese — l’ESA — non rispondendo alla nostra petizione di agosto 2025 per inserire le balene grigie sotto la legge,” ha dichiarato Rick Steiner, fondatore di Oasis Earth, in un comunicato stampa, riferendosi all’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “La scienza della NOAA stessa indica che la popolazione di balene grigie è in grave pericolo a causa dei cambiamenti climatici in Artico e di altre minacce, e ora il governo è obbligato a garantire alle balene tutte le protezioni aggiuntive previste dall’ESA.”
Mongabay ha richiesto una dichiarazione dalla National Oceanic and Atmospheric Administration, che supervisiona il NMFS, riguardo al ritardo nella valutazione. In un’email, il portavoce Michael Milstein ha dichiarato: “La nostra politica è quella di non commentare questioni legali.”
Mark J. Palmer, direttore associato del International Marine Mammal Project, ha affermato: “Il crollo improvviso della popolazione di balene grigie è stato un vero shock. Questo declino catastrofico potrebbe portare all’estinzione dell’intera popolazione in soli 10 anni se le condizioni attuali persistono. L’inserimento della specie nell’elenco è un passo importante per mobilitare supporto per le balene grigie.”
Per ulteriori informazioni sulle balene grigie e sulle minacce che affrontano, si possono consultare le fonti ufficiali come la NOAA (NOAA) e il servizio di monitoraggio della fauna selvatica degli Stati Uniti (FWS). La protezione delle balene grigie è non solo un obbligo legale, ma un impegno etico verso la salvaguardia delle specie in via di estinzione e della biodiversità marina.
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