Divieto di Produzione di Farina di Pesce in Guinea-Bissau
Il 29 gennaio, il governo della Guinea-Bissau ha emesso un divieto totale sulla produzione di farina di pesce, citando minacce agli ecosistemi marini e alla sicurezza alimentare. Negli ultimi anni, come i paesi costieri dell’Africa occidentale — in particolare la Mauritania — hanno iniziato a inasprire le norme su questo settore, la Guinea-Bissau è emersa come un nuovo hub regionale per la farina di pesce.
La prima fabbrica galleggiante di farina di pesce di proprietà cinese è arrivata nelle sue acque nell’ottobre 2019, seguita da un’altra nel maggio 2024; entrambe sono state rifornite da pescherecci industriali a strascico battenti bandiera turca, che precedentemente operavano in Mauritania.
Nonostante la sua lunga storia di scarsa attività nella produzione di farina di pesce, i dati satellitari non mostrano impianti riconoscibili, ma la farina di pesce di origine guineense veniva pubblicamente venduta online.
Il Ruolo della Produzione di Farina di Pesce
Il 29 gennaio, il governo di transizione del paese, insediato dopo il colpo di stato di novembre 2025, ha emesso un divieto immediato, affermando che “la produzione di farina di pesce e olio di pesce si è proliferata nel paese”. Interviste con funzionari e analisi dei dati di traffico marittimo hanno rivelato che la produzione di farina di pesce avvenne principalmente in alto mare, piuttosto che a terra.
La legalità di queste operazioni è incerta, ma documenti mostrati a Mongabay indicano che le navi coinvolte nelle fabbriche offshore avevano ricevuto licenze dal ministero della pesca. Nel 2025, almeno una di esse era autorizzata a produrre farina di pesce. Secondo Global Fishing Watch, un’organizzazione non governativa con sede negli Stati Uniti che monitora l’attività di pesca, la nave Tian Yi He 6 è entrata nelle acque della Guinea-Bissau nell’ottobre 2019, seguita dalla Hua Xin 17 nel maggio 2024.
Le navi sono ancorate in un’area a circa 50 chilometri dall’arcipelago delle Bijagós, un hotspot di biodiversità designato come Riserva della Biosfera UNESCO. Questa zona, caratterizzata da schiene di sabbia e fitte foreste di mangrovie, ospita anche diverse specie protette, come le tartarughe verdi e le tartarughe liuto.
Le evidenze raccolte mostrano che la produzione di farina di pesce è dominata da interessi cinesi. Secondo i registri del ministero della pesca della Guinea-Bissau, la Tian Yi He 6 è gestita dalla Shanghai Pesca SARL, mentre la Hua Xin 17 appartiene alla Global Fisher SARL, entrambe registrate in Guinea-Bissau. Tuttavia, Global Fisher risulta di proprietà di un cittadino cinese.
Le registrazioni sottolineano che queste aziende hanno recentemente contrattato sei pescherecci industriali battenti bandiera turca. L’uso di reti a strascico per catturare interi banchi di pesci massimizza i volumi di cattura, assicurando un continuo approvvigionamento di biomassa per le operazioni di farina di pesce.
Il divieto di gennaio ha anche sospeso le licenze di tutti i pescherecci a strascico che rifornivano le navi fabbrica e ha vietato la fornitura dalle strutture a terra da parte di imbarcazioni artigianali.
Le evidenze scientifiche indicano che le principali risorse di pesci pelagici nella Guinea-Bissau sono sotto forte pressione, in particolare specie come le sardinelle. Amadú Djaló, direttore della pesca industriale, ha spiegato a Mongabay che la decisione di vietare la produzione di farina di pesce è stata presa dopo una presentazione del ministro della pesca sui danni causati dalla produzione di farina e olio a pesci destinati al consumo umano.
Il 2025 segna una fase cruciale in cui fabbriche a terra hanno cominciato a sorgere nel paese, culminando nell’inaugurazione di un’imponente fabbrica di farina di pesce di proprietà cinese nei pressi di Suro nel 2025, prima della caduta dell’allora presidente Umaro Sissoco Embaló.
Le navi Tian Yi He 6 e Hua Xin 17, come confermato da rapporti di recente pubblicazione, sono ancorate vicino al porto di Bissau e rappresentano un elemento chiave del dibattito sulla sostenibilità della pesca regionale.
La situazione in Guinea-Bissau riflette una complessa interazione tra interessi economici e preservazione ambientale, evidenziando l’urgenza di approcci più sostenibili nella gestione delle risorse marine. La salvaguardia degli ecosistemi marini e la sicurezza alimentare richiedono interventi concertati da parte delle autorità locali e della comunità internazionale.
Fonti ufficiali:
– Ministero della Pesca della Guinea-Bissau
– Global Fishing Watch
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