Gli Stati Uniti autorizzano la pesca commerciale nelle aree marine protette del Pacifico.

Nuovi Sviluppi nella Pesca Commerciale negli Stati Uniti

Il 11 giugno 2026, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato una proclamazione esecutiva per aprire nuovi terreni di pesca commerciale in aree remote del Pacifico. Questa proclamazione indica che il ripristino dell’accesso a queste zone “promuoverà opportunità economiche”. Tuttavia, diversi gruppi locali avvertono che questa decisione potrebbe aprire la porta a una pesca eccessiva in habitat marini cruciali e in sedi culturali sacre.

Il documento, intitolato “Ripristino della pesca commerciale americana nel Pacifico”, arriva a un anno da una proclamazione simile del 2025, che aveva già aperto nuove possibilità di pesca commerciale nel Monumento Nazionale Marino del Patrimonio delle Isole del Pacifico (PIH). Quest’area, che copre quasi 1,3 milioni di chilometri quadrati del Pacifico, era in precedenza conosciuta come Monumento Nazionale Marino delle Isole Remote del Pacifico.


Impatto Ambientale e Proclamazioni Presidenziali

La proclamazione di giugno 2026 include porzioni di tre ulteriori monumenti marini nazionali – Atollo Rose, Fossa delle Marianne e Papahānaumokuākea – a formare un’area totale di quasi 1,8 milioni di km² di atolli corallini, fosse oceaniche e isole remote. Questa nuova misura ridurrebbe le protezioni su circa 1,3 milioni di km² di queste zone, consentendo la pesca industriale. Le tecniche di pesca che potrebbero essere utilizzate includono lunghe linee di ami e reti a circuizione, entrambe molto efficaci nel catturare tonni e altre forme di vita marina come catture accessorie.

Le organizzazioni di conservazione esprimono serie preoccupazioni riguardo l’apertura dei monumenti del Pacifico alla pesca industriale e riguardo le sue potenziali conseguenze per molte specie marine presenti in quest’area. Tra queste, tartarughe marine minacciate, balene, delfini, uccelli marini, squali e pesci, molti dei quali sono endemici e si trovano solo in queste acque. La questione è di rilevanza mondiale, poiché il benessere dell’ecosistema marino del Pacifico è cruciale per la biodiversità del pianeta.


Tutti i monumenti coinvolti sono stati istituiti da presidenti americani precedenti sotto l’Antiquities Act, che consente ai presidenti di creare aree protette senza approvazione congressuale. Trump è il primo presidente a rivendicare il potere di rimuovere tali protezioni in base alla legge del 1906. L’operato di Trump è attualmente oggetto di contestazione legale da parte dell’organizzazione ambientalista no-profit Earthjustice, che sostiene che l’Antiquities Act funzioni come un dispositivo unidirezionale: “autorizza i presidenti a creare monumenti nazionali e a proteggere le loro risorse. Non consente ai presidenti di rimuovere le protezioni dai monumenti”, ha affermato l’avvocato David Henkin. Questa specifica questione legale non è stata ancora risolta dalle corti.

La maggior parte delle aree monumentali in questione è estremamente remota e disabitata. Tuttavia, parte di Papahānaumokuākea è un Sito Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO e un “luogo sacro per i nativi hawaiani”. Kekuewa Kikiloi, co-presidente del Gruppo di Lavoro Culturale degli Hawaiani Nativi di Papahānaumokuākea, ha dichiarato che i nativi hawaiani credono che Papahānaumokuākea sia il punto da cui “tutta la vita nasce e dove gli spiriti ritornano dopo la morte”.


“L’ultima proclamazione del presidente Trump mina due decenni di sforzi pubblici e dei portatori di interesse per proteggere questa regione speciale delle Hawaii. Siamo determinati a mantenere la nostra posizione e a combattere questa decisione in tribunale”, ha affermato Kikiloi. La difesa della biodiversità e delle risorse marine è un tema fondamentale e le conseguenze delle azioni politiche possono avere un impatto di vasta portata non solo sul patrimonio marino, ma anche su culture locali e tradizioni che sono state preservate per generazioni.

In sintesi, la controversia sulla pesca commerciale nell’Oceano Pacifico solleva questioni complesse che collegano economia, biodiversità e cultura. È essenziale monitorare come evolverà questa situazione e quali misure saranno adottate per tutelare le risorse marine e rispettare le credenze culturali dei popoli nativi.

Fonti ufficiali: NOAA Fisheries, Earthjustice.

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Luigi Salemi: