Gli Stati Uniti autorizzano la pesca commerciale nelle aree marine protette del Pacifico.
Impatto Ambientale e Proclamazioni Presidenziali
La proclamazione di giugno 2026 include porzioni di tre ulteriori monumenti marini nazionali – Atollo Rose, Fossa delle Marianne e Papahānaumokuākea – a formare un’area totale di quasi 1,8 milioni di km² di atolli corallini, fosse oceaniche e isole remote. Questa nuova misura ridurrebbe le protezioni su circa 1,3 milioni di km² di queste zone, consentendo la pesca industriale. Le tecniche di pesca che potrebbero essere utilizzate includono lunghe linee di ami e reti a circuizione, entrambe molto efficaci nel catturare tonni e altre forme di vita marina come catture accessorie.
Le organizzazioni di conservazione esprimono serie preoccupazioni riguardo l’apertura dei monumenti del Pacifico alla pesca industriale e riguardo le sue potenziali conseguenze per molte specie marine presenti in quest’area. Tra queste, tartarughe marine minacciate, balene, delfini, uccelli marini, squali e pesci, molti dei quali sono endemici e si trovano solo in queste acque. La questione è di rilevanza mondiale, poiché il benessere dell’ecosistema marino del Pacifico è cruciale per la biodiversità del pianeta.
