Gli animali sanno quando stiamo per tornare a casa? Il mistero dell’orologio biologico di cani e gatti

Quante volte è capitato di rientrare a casa e trovare il proprio cane già davanti alla porta? Oppure di vedere il gatto comparire in cucina pochi minuti prima dell’orario abituale della cena? Situazioni che sembrano quasi inspiegabili e che alimentano una domanda: gli animali riescono davvero a sapere quando stiamo per tornare a casa?

La risposta è più complessa di quanto si possa immaginare. Cani e gatti non possiedono un orologio capace di indicare le 18 o le 20, ma hanno una straordinaria capacità di riconoscere la regolarità degli eventi. Il loro cervello impara ad associare determinati momenti della giornata a ciò che normalmente accade: il risveglio del proprietario, la passeggiata, il pasto, il rumore delle chiavi nella serratura o il momento in cui la casa torna a riempirsi di persone.

Odori, rumori e abitudini: così gli animali “misurano” il tempo

Uno degli elementi più importanti è la routine. Se ogni giorno una persona esce di casa alla stessa ora e torna più o meno nello stesso momento, il cane può imparare a prevedere quell’evento attraverso una combinazione di segnali ambientali e comportamentali.

L’olfatto può avere un ruolo particolarmente interessante. Gli odori presenti in un ambiente cambiano nel corso della giornata e alcuni studi sul comportamento animale suggeriscono che i cani siano in grado di utilizzare variazioni nella concentrazione degli odori per ricavare informazioni temporali. Non significa che il cane sappia leggere l’ora attraverso il naso, ma che può associare determinati cambiamenti ambientali a una particolare fase della giornata.

Anche i rumori sono fondamentali. Ascensori, automobili, passi sulle scale, cancelli che si aprono o porte condominiali possono diventare segnali riconoscibili. Un cane può imparare, per esempio, a distinguere il rumore dell’auto del proprio proprietario da quello delle altre vetture.

E poi c’è la capacità di osservare gli esseri umani. Gli animali domestici imparano rapidamente le nostre abitudini: quando prendiamo le chiavi, quando indossiamo le scarpe, quando prepariamo la ciotola o quando spegniamo il computer. Per loro, questi gesti possono diventare veri e propri indicatori di ciò che sta per accadere.

Ma cani e gatti percepiscono davvero il passare delle ore?


Il concetto di tempo per un animale è molto diverso dal nostro. Non sappiamo se cani e gatti abbiano una rappresentazione del tempo paragonabile a quella umana, ma sappiamo che possiedono ritmi biologici strettamente legati al ciclo giorno-notte.

Il loro organismo segue infatti ritmi circadiani che influenzano sonno, attività, alimentazione e numerosi processi fisiologici. A questi si aggiungono le esperienze ripetute: se ogni giorno la cena arriva alla stessa ora, l’animale può sviluppare un’aspettativa molto precisa.

È anche per questo che alcuni cani iniziano ad agitarsi poco prima dell’arrivo del proprietario o che un gatto comincia a miagolare insistentemente quando si avvicina l’orario del pasto. Non necessariamente stanno “leggendo l’orologio”: stanno interpretando una serie di segnali che, nel corso del tempo, hanno imparato a collegare a un determinato evento.

La situazione cambia quando la routine viene improvvisamente modificata. Un rientro molto più tardi del solito, un cambio degli orari di lavoro o un viaggio possono disorientare temporaneamente l’animale. Alcuni possono diventare più irrequieti, mentre altri reagiscono semplicemente dormendo o modificando le proprie attività.

C’è infine un aspetto che rende il comportamento degli animali domestici ancora più affascinante: la memoria delle persone. Cani e gatti riconoscono il proprio umano attraverso una combinazione di odore, voce, aspetto, movimenti e abitudini. Per questo, quando sentiamo dire che un cane “sa” che il suo proprietario sta per tornare, dietro quella che sembra quasi una capacità misteriosa potrebbe esserci un sofisticato sistema di osservazione e apprendimento.

Insomma, probabilmente il nostro animale non sta guardando le lancette dell’orologio. Ma conosce così bene la nostra routine da poterci sorprendere con una precisione che, a volte, sembra quasi magica.

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