Gli animali sanno quando stiamo per partire? I segnali che imparano prima di noi

Basta prendere le chiavi, infilare le scarpe o afferrare una borsa perché il cane inizi a seguirci per casa. Il gatto, invece, può alzare la testa dal divano e osservarci attentamente, come se avesse già capito tutto. Ma gli animali sanno davvero quando stiamo per uscire oppure siamo noi a sorprenderci della loro capacità di prevedere le nostre azioni?

La risposta sta soprattutto nell’osservazione e nell’apprendimento. Cani e gatti sono straordinariamente attenti alle nostre routine e imparano a collegare piccoli segnali apparentemente insignificanti a ciò che accadrà subito dopo.

Le chiavi, la borsa e le scarpe diventano segnali

Per un essere umano prendere le chiavi è un gesto automatico. Per un animale che lo osserva ogni giorno può diventare invece un’informazione importante. Se ogni mattina il proprietario prende le chiavi, indossa le scarpe e si dirige verso la porta prima di uscire, il cane può imparare rapidamente a riconoscere quella sequenza.

Non è necessario che sappia cosa siano le chiavi o che comprenda il concetto di “uscita”. Ha semplicemente imparato un’associazione: determinati comportamenti del proprietario precedono un evento prevedibile.

Lo stesso può accadere con la borsa, il cappotto, il profumo, il rumore della porta o persino il gesto con cui spegniamo alcune luci. Più una sequenza è ripetuta, più diventa facile per l’animale anticipare ciò che sta per succedere.

Anche il gatto osserva tutto


I gatti possono sembrare meno interessati alle nostre attività rispetto ai cani, ma sono osservatori molto attenti. Un gatto abituato a una determinata routine può riconoscere perfettamente i segnali che precedono l’uscita del proprietario.

La reazione, però, può essere molto diversa da quella di un cane. Può avvicinarsi alla porta, seguirci per qualche minuto oppure semplicemente rimanere a distanza e guardarci. Se l’animale ha imparato che quei gesti significano che resterà solo, potrebbe anche anticipare l’evento e modificare il proprio comportamento.

Non leggono la nostra mente: leggono i nostri segnali

Quando sembra che un animale “sappia” quello che stiamo per fare, quindi, non significa necessariamente che abbia capacità misteriose. Sta utilizzando informazioni che noi spesso non consideriamo.

L’animale osserva il movimento del corpo, ascolta i rumori, riconosce gli odori e soprattutto memorizza la successione degli eventi. Può arrivare a prevedere ciò che accadrà pochi secondi o minuti dopo perché ha già visto quella scena centinaia di volte.

La capacità di anticipare gli eventi è particolarmente utile perché permette all’animale di adattarsi all’ambiente e prepararsi a ciò che sta per accadere.

E quando cambiamo routine?

È proprio qui che possiamo accorgerci di quanto siano attenti. Se una persona cambia improvvisamente orario di lavoro, parte più spesso o modifica la sequenza abituale prima di uscire, l’animale può apparire più vigile, confuso o insistente.

Questo vale anche per il rientro. Il cane può riconoscere il rumore dell’ascensore, dei passi sul pianerottolo o delle chiavi nella serratura. Il gatto può imparare il suono dell’auto o persino associare determinati rumori esterni al ritorno del proprietario.

Quello che sembra quasi un sesto senso è quindi soprattutto memoria, attenzione e capacità di riconoscere schemi. Vivendo accanto a noi, gli animali imparano il nostro piccolo vocabolario quotidiano fatto di gesti, suoni e rituali. E spesso lo imparano così bene da capire che stiamo per fare qualcosa ancora prima che ce ne rendiamo conto.

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