Perché alcuni animali cambiano comportamento prima del temporale: cosa percepiscono davvero

Un cane che improvvisamente diventa irrequieto, un gatto che corre a nascondersi, un animale che cerca insistentemente il contatto con il proprietario. Poi arrivano i primi tuoni e quello che sembrava un comportamento inspiegabile acquista un significato. Molti animali sembrano accorgersi dell’arrivo di un temporale prima degli esseri umani. Ma possono davvero “prevedere” il maltempo?

La risposta è meno misteriosa di quanto sembri. Cani e gatti possiedono sensi molto più sviluppati dei nostri e possono percepire alcuni segnali ambientali che precedono o accompagnano un cambiamento meteorologico. A questi si aggiunge la memoria: se un animale ha già vissuto temporali particolarmente rumorosi o stressanti, può imparare ad associare determinati segnali all’arrivo della perturbazione.

Un udito capace di anticipare il tuono

Uno dei fattori più importanti è l’udito. I cani, in particolare, sono in grado di percepire frequenze più alte rispetto all’uomo e possono quindi accorgersi di suoni lontani che noi non sentiamo.

Prima di un temporale possono comparire rumori molto distanti, come tuoni ancora impercettibili per l’orecchio umano. Per un cane particolarmente sensibile, potrebbero rappresentare un primo segnale che qualcosa nell’ambiente sta cambiando.

Anche quando il temporale non è ancora arrivato sopra la casa, l’animale può quindi reagire a ciò che sta accadendo a distanza.

Odori e cambiamenti nell’ambiente


Anche l’olfatto può avere un ruolo. Prima e durante un temporale cambiano le condizioni dell’aria e l’ambiente può assumere caratteristiche odorose differenti. I cani, dotati di capacità olfattive enormemente superiori a quelle umane, possono raccogliere informazioni che per noi sono praticamente inesistenti.

Un altro elemento spesso citato è l’ozono, il cui odore può essere percepibile in determinate condizioni atmosferiche. Non significa, però, che ogni animale possa “annusare” un temporale in arrivo con certezza: la sensibilità varia molto da individuo a individuo e non esiste un comportamento universale che permetta di prevedere una perturbazione.

Il temporale può diventare un’anticipazione della paura

C’è poi un aspetto comportamentale ancora più interessante. Un animale che ha avuto paura durante un temporale precedente può imparare a riconoscere i segnali che lo precedono.

Il cielo che si oscura, il vento che cambia, una particolare luce nella stanza, il rumore della pioggia sulle finestre o persino la reazione degli esseri umani possono diventare indizi. L’animale non sta necessariamente prevedendo il temporale: sta riconoscendo una situazione già vissuta.

È un meccanismo simile a quello che porta un cane ad agitarsi quando vede il proprietario prendere il trasportino, perché ha imparato che quell’oggetto precede una visita dal veterinario.

Perché alcuni cercano il padrone e altri si nascondono

Le reazioni possono essere molto diverse. Alcuni animali cercano protezione e vicinanza, altri si nascondono, ansimano, vocalizzano o camminano continuamente avanti e indietro. Non esiste una risposta unica.

La cosa importante è evitare di punire o forzare un animale spaventato. Un ambiente tranquillo, la possibilità di rifugiarsi in un luogo sicuro e la presenza rassicurante del proprietario possono aiutarlo a gestire meglio la situazione.

Gli animali, dunque, non possiedono necessariamente una misteriosa capacità di prevedere il tempo. Più semplicemente, ascoltano, annusano e osservano un mondo che contiene molti più segnali di quelli che noi riusciamo a percepire. E quando iniziano ad agitarsi prima del temporale, spesso stanno semplicemente leggendo l’ambiente molto prima di noi.

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