Giovani riportano in vita un’area umida sulle sponde del Lago Vittoria.

La Rinascita di Dunga Beach in Kenya

Nel 2002, Dunga Beach, parte della vasta area umida di Dunga nella contea di Kisumu, Kenya, era soffocata dai rifiuti di plastica. I membri dell’associazione no-profit Dunga Ecotourism and Environmental Association (DECTTA) hanno deciso di valorizzare il potenziale turistico della zona e di liberarsi dai cumuli di spazzatura che deturpavano il paesaggio. L’area umida di Dunga, riconosciuta come Zona Chiave di Biodiversità (KBA), è minacciata dall’inquinamento e dalla raccolta insostenibile delle canne di papiro.

Attualmente, è in corso una campagna per ottenere il riconoscimento ufficiale della zona come area protetta dal governo, al fine di garantire una protezione duratura.


Turismo Sostenibile e Conservazione

KISUMU, Kenya — Una mattina di dicembre, il sole sorge, illuminando con una luce dorata le acque del Lago Vittoria nella contea di Kisumu. La brezza del lago porta con sé il canto degli uccelli, mentre una piccola imbarcazione di legno ondeggia dolcemente sulle onde tranquille.

Occasionalmente, un ibis sacro africano (Threskiornis aethiopicus) si tuffa per catturare un pesce con il suo becco. L’atmosfera a Dunga Beach è serena e, tra poche ore, i pescatori arriveranno per contrattare con i pescatori che hanno trascorso la notte ripescando le reti.


Victor Ochieng’ Didi, un giovane di 32 anni, guida un gruppo di turisti kenioti lungo il camminamento di legno che costeggia il lago. Sono appassionati di birdwatching, qui per ammirare il raro gonolek di papiro (Laniarius mufumbiri), una specie a rischio che si trova solo nelle zone umide dell’Africa centrale e orientale.

La possibilità di osservare gli uccelli in questa località è il risultato di anni di impegno da parte degli ambientalisti, in particolare i giovani della regione. Nonostante le fluttuazioni nell’energica spinta per preservare l’area umida di Dunga, gli attivisti sperano che un’iniziativa per designarla come area umida ufficialmente protetta apporterà una protezione duratura.


Un Habitat per la Fauna Selvatica Rara

Dunga Beach, nota anche come palude di Dunga, non è solo l’habitat di specie rare ma svolge anche un ruolo fondamentale nel sequestro di carbonio. Il gonolek di papiro, ambito dagli osservatori di uccelli, è un timido striato nero-rosso con una corona gialla e occhi pallidi. Vive nelle paludi di papiro, simbolo di Dunga e della palude Yala nella contea di Siaya, anch’essa situata sulle sponde del Lago Vittoria.

Nel 2025, il gonolek è stato classificato come “quasi minacciato” nella Lista Rossa dell’IUCN, principalmente per la sua “totale dipendenza dagli habitat di papiro,” che sono in via di estinzione. Anche il raro antilope sitatunga (Tragelaphus spekii) trova rifugio in questa palude, con un numero stimato di meno di 500 esemplari nel selvatico secondo un rapporto del censimento faunistico del Kenya del 2021.


Inizialmente, nel 2002, Dunga Beach era colpita da una grave crisi di inquinamento dovuto alla plastica. I pescatori, a causa della scarsità di pesce, iniziarono a raccogliere le canne di papiro per realizzare prodotti artigianali, come cappelli e mobili. L’Associazione DECTTA è stata fondata per affrontare questa situazione e aveva come obiettivo la diminuzione dei rifiuti plastic, promuovendo al contempo il turismo eco-sostenibile nella regione.

Nel 2008, DECTTA ha avviato un nuovo programma per ripristinare la spiaggia di Dunga e ha coinvolto i giovani del posto, offrendo loro opportunità di lavoro nel settore turistico e ambientale. Le entrate generate da queste attività sono state reinvestite in programmi sociali per le scuole e per gli anziani.


La Lotta per la Protezione Legale

In Kenya, l’assenza di una legge unificata per la gestione delle zone umide ha portato a una gestione frammentata sotto varie normative. Secondo Paul Otieno Abuom, docente dell’Università di Maseno, l’applicazione delle politiche esistenti è compromessa dalla mancanza di coordinamento tra le autorità governative.

Attualmente, meno del 10% delle zone umide è protetta legalmente, e molti ambientalisti stanno lottando per il riconoscimento dell’area umida di Dunga. I progetti di sviluppo e le infrastrutture adiacenti, come la costruzione di hotel, continuano a distruggere gli habitat di papiro, alimentando un problema che minaccia la biodiversità locale.


Recentemente, è emersa una sentenza del tribunale ambientale di Kisumu che ha portato alla condanna di alcuni ex funzionari per violazione di terre pubbliche. Sebbene questo rappresenti una vittoria, c’è ancora molta strada da fare per garantire protezione legale a zone come Dunga.

Il Dunga Ecotourism and Environmental Association è in trattativa con l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura dell’ONU (FAO) per implementare il concetto di “giardino umido”, creando un ecosistema miniaturizzato. Questo progetto non solo attrarrà la fauna selvatica ma aiuterà anche a sensibilizzare la comunità sull’importanza della conservazione.


In sintesi, i giovani locali stanno contribuendo attivamente al processo di conservazione, con tour guidati e attività di eco-turismo. L’obiettivo finale è quello di ottenere il riconoscimento della zona umida di Dunga come area protetta, salvaguardando così la biodiversità minacciata.

Fonti:

  • IUCN Red List
  • Kisumu County Environment and Lands Court
  • Lake Victoria Basin Commission (LVBC)

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Luigi Salemi: