Giornata Internazionale della Tigre: tra sfide, conflitti e foreste scomparse.

Il 29 luglio si celebra la Giornata Internazionale della Tigre.

La tigre è tra le specie che ha maggiormente beneficiato dell’attenzione globale verso la conservazione e dei finanziamenti ad essa destinati. Negli ultimi anni, il numero di questi grandi felini ha mostrato un incremento promettente, ma essi continuano ad affrontare pressioni locali significative.

Le Sfide degli Habitat Indiani

L’India rappresenta il bastione mondiale delle tigri selvatiche, ospitando circa il 75% della popolazione rimanente nel mondo. Secondo il censimento del 2022, il numero di tigri in India è risalito a un stimato di 3.682 esemplari. Questo innegabile successo porta con sé nuove sfide, come riportato da Nirmal Ghosh per Mongabay.

Con l’aumento delle tigri nelle aree protette, questi animali sono costretti a disperdersi alla ricerca di nuovi territori. Si trovano così a transitare in paesaggi dominati dall’uomo, dove aumentano le possibilità di entrare in conflitto con persone e infrastrutture, come strade e ferrovie. L’India ha investito considerevolmente nella costruzione di alcuni dei più grandi tunnel ecologici al mondo, ma Ghosh avverte che i corridoi ecologici critici sono ancora sotto forte minaccia e continue approvazioni di progetti di sviluppo, come miniere e infrastrutture stradali, nei habitat protetti complicano ulteriormente la situazione.


La Soluzione Controverso del Nepal per le Tigri “Problematiche”

Il Nepal ha triplicato con successo la sua popolazione di tigri dal 2009, raggiungendo i 355 individui, come riportato da Abhaya Raj Joshi e Mukesh Pokhrel di Mongabay. Tuttavia, questo incremento ha portato a un notevole aumento dei conflitti tra umani e tigri.

I registri governativi riportano che tra il 2019 e il 2023, ci sono stati 38 decessi a causa di attacchi di tigri, costringendo le autorità a gestire i “problematici” catturati, ossia gli esemplari che hanno ucciso o mangiato uno o più esseri umani. Con zoo e centri di accoglienza sovraffollati, Hari Bhadra Acharya, ecologo senior del Dipartimento dei Parchi Nazionali e della Conservazione della Fauna Selvatica, ha comunicato la proposta di un safari park recintato di 50 ettari finanziato dal turismo. Tuttavia, l’ecologo Hari Sharma dell’Università di Tribhuvan ha avvertito che il finanziamento turistico può rivelarsi altamente instabile e poco affidabile.

Inoltre, il ricercatore Babu Ram Lamichhane ha sottolineato uno studio del 2017 che mostra come meno del 5% delle tigri generi conflitti, suggerendo di adottare sistemi di allerta precoce piuttosto che ricorrere a cattività su larga scala.


Il Rischioso Ritorno della Tigre in Cambogia

In Cambogia, dove le tigri selvatiche sono state dichiarate ufficialmente estinte nel 2016, il governo sta spingendo per un ambizioso piano di reintroduzione delle tigri del Bengala importate dall’India nelle Montagne Cardamom, come riportato da Arathi Menon e Andy Ball di Mongabay India. Tuttavia, uno studio realizzato nel 2020 dalla Wildlife Alliance e dall’Istituto Norvegese per la Ricerca della Natura ha mostrato che l’habitat proposto soffre di una grave carenza di prede.

Un’indagine sotto copertura effettuata da Earth League International (ELI) e riportata da Spoorthy Raman di Mongabay ha rivelato un fiorente mercato nero domestico, gestito da cartelli in Cambogia, che soddisfa la richiesta di parti di tigre. Debbie Banks, responsabile della campagna contro i crimini ambientali e della fauna selvatica presso l’Environmental Investigation Agency (EIA) nel Regno Unito, ha avvertito che senza affrontare la mancanza di enforcement e complicità, il destino di qualsiasi tigre reintrodotta in Cambogia “è molto cupo”.

In conclusione, mentre ci sono speranze per la conservazione delle tigri, le sfide rimangono molteplici e richiedono un impegno collettivo a livello globale per garantire la loro sopravvivenza.

Fonti: Mongabay, Wildlife Alliance, Environmental Investigation Agency.

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Luigi Salemi: