Gibellina inaugura “Portami il futuro”: al via l’anno da Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026
È stato inaugurato ufficialmente “Portami il futuro”, il programma culturale che segna l’avvio di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, iniziativa promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Un progetto ampio e articolato che intreccia arti visive, performance, musica e pensiero critico, restituendo centralità e identità profonda a un territorio che ha fatto della cultura lo strumento della propria rinascita.
La manifestazione è stata affidata alla direzione artistica di Andrea Cusano, che ha curato le due giornate inaugurali con il sostegno della Regione Siciliana, del Comune di Gibellina, del Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao e della Fondazione Orestiadi. La cerimonia istituzionale si è svolta nella Sala Agorà del Comune ed è stata trasmessa in diretta nella piazza antistante, permettendo alla cittadinanza di partecipare a un momento dal forte valore simbolico.
Le parole del ministro Giuli e delle istituzioni
Alla cerimonia ha preso parte il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha sottolineato il valore storico e culturale di Gibellina, definendola una terra che ha conosciuto la sofferenza ma che ha saputo riscattarsi grazie a uno straordinario spirito comunitario e alla presenza costante di grandi artisti. Secondo il ministro, il riconoscimento di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea conferma Gibellina come punto di riferimento creativo, soprattutto per le nuove generazioni. Giuli ha anche evidenziato l’importanza di investire nella cultura come lingua universale capace di contrastare i conflitti e favorire la pace.
Un messaggio di forte impatto è arrivato anche dal presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, che ha ricordato il terremoto del 1968 come una frattura profonda nella storia del territorio, oggi trasformata in un’occasione di rinascita. Galvagno ha ribadito il ruolo decisivo di Ludovico Corrao, che intuì come la ricostruzione dovesse riguardare non solo le case, ma anche le coscienze, affidando all’arte il compito di dare una nuova identità alla città.
Cultura, identità e futuro
L’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Scarpinato, ha definito Gibellina un unicum nel panorama nazionale e internazionale: una città che è allo stesso tempo luogo dell’abitare e museo a cielo aperto, con un patrimonio monumentale contemporaneo paragonabile a un grande parco della contemporaneità. Il titolo di Capitale, ha spiegato, non è solo un riconoscimento artistico, ma il simbolo di una comunità che ha scelto di non dimenticare e di guardare avanti, trasformando una ferita storica in un progetto di sviluppo e coesione.
Emozionato anche l’intervento del sindaco Salvatore Sutera, che ha ricordato la scelta non casuale della data del 15 gennaio, profondamente legata alla memoria collettiva di Gibellina. Il primo cittadino ha definito la città una pioniera della rigenerazione urbana, un’opera d’arte da abitare, capace di accogliere nel tempo i più grandi artisti contemporanei grazie a una visione allora considerata visionaria ma oggi riconosciuta come lungimirante.
Con “Portami il futuro” si apre dunque non solo un calendario di eventi, ma un percorso culturale e identitario che parte da Gibellina per dialogare con l’Italia e con il mondo, riaffermando il ruolo dell’arte come strumento di memoria, rinascita e costruzione del futuro.
