Il Fieno della Giapponese: Una Sfida Nazionale
In Giappone, oltre il 40% della popolazione è soggetta alla febbre da fieno, conosciuta come kafunsho. Questa condizione annuale colpisce prevalentemente le persone allergiche al polline di due alberi: il sugi e l’hinoki. Questi alberi, piantati massicciamente dopo la Seconda Guerra Mondiale per rispondere alle esigenze di legno, ora rappresentano una crisi di salute pubblica.
Nel 2023, il governo giapponese ha annunciato un piano ambizioso: abbattere 750.000 ettari di alberi di sugi e hinoki per affrontare la questione alla radice. Grazie a decenni di ricerca, sono state sviluppate oltre 30 varietà di alberi di sugi a basso polline e senza polline, destinate a sostituire parte dei legni abbattuti.
Le Origini della Crisi della Febbre da Fieno in Giappone
La febbre da fieno, spesso considerata una malattia nazionale, ha radici nei cambiamenti apportati dall’uomo alla flora del Giappone. Gli alberi di sugi (Cryptomeria japonica) e hinoki (Chamaecyparis obtusa) sono stati scelti per la loro rapida crescita e disponibilità come risorse legnose durante la ricostruzione del paese dopo la guerra. Col passare del tempo, queste scelte hanno avuto conseguenze inattese.
Aoki Mariko, una segretaria che soffre di kafunsho, descrive il suo calvario: “Dopo Capodanno, inizio a sentire prurito al naso. La situazione raggiunge un picco a marzo e diventa insopportabile fino a maggio.” La febbre da fieno causa affaticamento e costi economici significativi, stimati in circa 245 miliardi di yen ($1,5 miliardi) al giorno durante il periodo allergico.
Il pianeta vive una crisi di pollini. In alcune aree di Tokyo, il polline di sugi arriva prima a causa dei cambiamenti climatici. Il governo ha dunque intrapreso un programma di abbattimento, con l’obiettivo di ridurre il territorio coperto da sugi e hinoki di circa il 20% entro il 2033. Tuttavia, per realizzare questo piano, è fondamentale affrontare diverse sfide.
Le Iniziative del Governo e le Nuove Soluzioni
Makoto Nakamura, assistente direttore del ministero dell’Agricoltura, Foreste e Pesca, ha spiegato: “Stiamo aumentano gradualmente la quantità di legno abbattuto ogni anno. Attualmente, stiamo già abbattendo circa 50.000 ettari all’anno.” L’accento è sulla creazione di un futuro in cui il rischio di allergie stagionali si riduce.
In Giappone, circa il 70% del territorio è coperto da foreste, il che rappresenta sia un tesoro naturalistico che una risorsa economica. I sugi e hinoki, scelti per le loro proprietà costruttive, ora necessitano di una gestione più sostenibile per evitare conflitti tra le esigenze locali e l’ambiente.
Varianti di alberi a basso e nullo polline sono già in fase di sperimentazione in tutto il Giappone. I ricercatori hanno impiegato anni per identificare e sviluppare queste nuove varietà. Il lavoro di Masahiro Miura, tra i pionieri nella creazione di ceppi senza polline, è fondamentale. “Il nostro obiettivo è creare varietà di sugi e hinoki che rilasciano poca o nessuna quantità di polline”, afferma Miura.
Le varietà più promettenti sono già in fase di piantumazione in alcune prefetture, come Toyama, dove si è deciso di piantare circa 100.000 nuove piante a polline zero in montagna. Gli alberi scelti vengono da una selezione accurata e l’obiettivo è estendere questa pratica in tutto il Giappone.
La Sfida della Manodopera e le Iniziative Future
Il settore forestale giapponese sta affrontando un grave problema di scarsità di manodopera. Dal 1985, il numero di operatori nel settore è sceso da oltre 126.000 a meno di 44.000 nel 2020. Con l’aumento delle esigenze di abbattimento, la carenza di lavoratori diventa una questione critica.
“È indispensabile sensibilizzare l’opinione pubblica sui posti di lavoro disponibili nel settore forestale,” ha detto Nakamura. La speranza è in innovazioni tecnologiche per automatizzare e semplificare il processo di lavorazione del legno.
Infine, c’è una domanda da affrontare: con una popolazione in diminuzione, come verrà gestito il legno da abbattimento? Il governo sta cercando di diversificare il settore, mirando a promuovere l’uso del legname in edifici non residenziali e per applicazioni nel settore della biomassa e della carta.
Le incertezze rimangono, ma la strada verso un Giappone libero dalla febbre da fieno è iniziata.
Fonti ufficiali da consultare:
– Ministero dell’Agricoltura, Foreste e Pesca giapponese
– Esempi di ricerche condotte presso l’Università di Tokyo e il Centro di Ricerca sugli Alberi Forestali.
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