Gang di droga in Ecuador e Perù coinvolte anche nel traffico di pinne di squalo.

Il Narcotraffico e il Traffico di Pinne di Pesce: La Realtà in Ecuador

I gruppi di narcotraffico che operano nella provincia costiera di Manabí, Ecuador, sono anche coinvolti nel traffico delle pinne di squalo, affiancando le loro operazioni di droga a questa attività illegale. Questa rivelazione proviene da una recente inchiesta condotta dall’agenzia di stampa ecuadoriana Código Vidrio.

Le prove ottenute tramite intercettazioni telefoniche, sorveglianza e raid rivelano che le bande stanno catturando squali e tagliando le loro pinne per trasportarle come una fonte secondaria di reddito, insieme alla cocaina e al carburante. Questo mercato parallelo ha preso piede rapidamente, aggravando ulteriormente i danni già considerevoli inflitti agli ecosistemi marini.


I Percorsi del Traffico e il Ruolo delle Isole Galápagos

Secondo quanto riportato da Código Vidrio, la polizia ecuadoriana ha scoperto che i carichi di pinne di squalo transitano attraverso le Isole Galápagos, dove vengono conservati prima di essere inviati in Asia. Carlos Ortega, capo della polizia antidroga ecuadoriana, ha dichiarato che nel 2024 e nel 2025 sono stati sequestrati due pescherecci vicino alle Galápagos, trasportando un totale di 27 tonnellate di pinne di squalo. Gli equipaggi di queste imbarcazioni seguivano la stessa rotta utilizzata dai gruppi criminali per consegnare cocaina in Centro America e negli Stati Uniti.

In Ecuador, la pesca dello squalo è illegale; tuttavia, una legge del 2007 consente la vendita di squali catturati come cattura accessoria. Questa scappatoia ha trasformato l’Ecuador in uno dei principali esportatori di pinne di squalo, nonostante il divieto sulla pesca mirata. Il fenomeno ha suscitato allarme tra le autorità e le organizzazioni ambientaliste, oltre a rappresentare un grave rischio per la fauna marina.


Le scoperte di Código Vidrio seguono un’inchiesta di Mongabay Latam realizzata nell’ottobre 2025, la quale ha rivelato che i gruppi di narcotraffico, come Los Choneros e Los Lobos, hanno stretto alleanze con pirati per espandere la loro sfera d’influenza nella pesca. I pescatori artigianali di Ecuador e Perú hanno riferito a Mongabay che queste bande hanno preso il controllo dei porti, costringendo i pescatori a pagare una parte dei loro guadagni.

Altri pescatori si trovano costretti a collaborare con le bande nell’alta attività di spedizione di droga. I gruppi criminogeni sfruttano le piccole imbarcazioni da pesca e il know-how dei pescatori nella navigazione dell’Oceano Pacifico per trasportare stupefacenti lontano dalla costa attraverso diverse piccole barche. Questi carichi vengono poi trasferiti su navi più grandi in mare aperto. Dopo le consegne di droga, i pescatori iniziano a calare le linee per catturare squali.


Secondo Código Vidrio, un pescatore può guadagnare decine di migliaia di euro per ogni spedizione di droga andata a buon fine. Coloro che scelgono di rimanere fuori da queste operazioni si trovano vulnerabili alle aggressioni dei gruppi criminali in mare aperto. “I pescatori si rivolgono a queste attività a causa dell’insicurezza in mare,” ha dichiarato Freddy Sarzosa, un generale di polizia in pensione. “Vengono derubati dai pirati e i loro motori fuoribordo vengono rubati, senza contare il fatto che ci sono pochi posti di lavoro alternativi e una situazione occupazionale precaria.”

L’espansione dei gruppi di narcotraffico nella pesca illegale ha portato a un incremento della violenza nella regione. Nel 2024, 24 pescatori sono stati uccisi in Peru, mentre in Ecuador il numero è salito a 45, rispetto ai soli cinque casi registrati nel 2014.


“Alcuni nostri amici sono morti, diversi di loro, colpiti alla testa. Vengono giustiziati. Loro [i pirati] portano fucili, armi di buona qualità,” ha dichiarato un pescatore proveniente da Puerto Pizarro, un comune di pesca nel nord-ovest del Peru. “Perché sono così armati? A causa della droga. La droga è oro.”

Questi eventi evidenziano la crescente interconnessione tra il narcotraffico e la pesca illegale, con gravi conseguenze non solo per i pescatori, ma anche per l’ecosistema marino. È fondamentale che le autorità intensifichino gli sforzi per affrontare queste problematiche e lavorino per proteggere tanto gli individui coinvolti quanto l’ambiente.

Fonti ufficiali:

Non perderti tutte le notizie di green su Blog.it

Luigi Salemi: