Furti di certificati: attivisti forestali accusano azienda energetica UE di frode nel biomassa olandese.

Furti di certificati: attivisti forestali accusano azienda energetica UE di frode nel biomassa olandese.

La Crescita dell’Industria dei Pellet di Legno

La combustione della biomassa è diventata un’industria da miliardi di dollari e una fonte energetica significativa dopo l’adozione del Protocollo di Kyoto nel 1997. Le aziende energetiche, incoraggiate da miliardi in sussidi statali, si sono allontanate dal carbone per spostarsi verso i pellet di legno, che sono stati presentati come una strategia significativa di mitigazione climatica. RWE afferma che “l’uso di biomassa sostenibile è neutrale dal punto di vista climatico” e spiegano che gli alberi assorbono CO2 mentre crescono, rilasciandola al momento della combustione.

Tuttavia, gli attivisti forestali sostenendo che l’uso di legno genera più emissioni di carbonio per unità di energia rispetto al carbone, e che anche nel caso in cui gli alberi venissero reimpiantati, ci vorrebbero fino a un secolo per ricapturare il carbonio rilasciato immediatamente durante la combustione.

I Problemi delle Certificazioni

Ricercatori e gruppi di difesa della foresta hanno messo in discussione l’efficacia dei sistemi di certificazione esistenti. Studi condotti dalla National Resources Defense Council e dalla Dogwood Alliance nel 2017, e da SFOC nel 2025, hanno evidenziato che le certificazioni sono spesso basate su modelli informatici e rari contatti diretti con le foreste o le fabbriche. I certificatori indipendenti sono raramente coinvolti, con le aziende importatrici che si autoverificano, ottenendo così sussidi significativi.

Almuth Ernsting di Biofuelwatch ha monitorato per anni le importazioni di pellet di legno, stabilendo che i Paesi Bassi hanno importato oltre 200.000 tonnellate di pellet dalla Malesia nel 2024, principalmente destinati a RWE. Nonostante RWE affermi di essere in completa conformità con le normative di certificazione, Ernsting è scettica riguardo alle dichiarazioni dell’azienda, sostenendo che le pratiche attuali creano un vuoto legale nella certificazione e non garantiscono la sostenibilità.

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