Frana Niscemi, Governatori indagati: l’inchiesta e le reazioni

Frana Niscemi, Governatori indagati: l’inchiesta e le reazioni

Procuratore capo di Gela (Caltanissetta), Salvatore Vella

La prima fase è focalizzata sulla mancata realizzazione delle opere di mitigazione previste fin dal primo grande smottamento del 1997. All’epoca furono individuati interventi necessari per prevenire ulteriori frane, tra cui sistemi di monitoraggio e infrastrutture per stabilizzare il terreno. Nel 1999 venne firmato un contratto di appalto da 12 milioni di euro, affidato a un’associazione temporanea di imprese (Ati), ma di fatto nessun lavoro venne completato. Il contratto si risolse nel 2010 senza risultati tangibili. Per questa fase risultano indagate 13 persone, tra cui figure istituzionali e tecniche.

La seconda fase riguarda invece i mancati interventi per la raccolta e la regimentazione delle acque bianche e nere, ritenute causa scatenante del movimento franoso. Le acque, infiltrandosi nel terreno, avrebbero indebolito la tenuta del suolo, provocando il cedimento. Qui l’indagine è ancora all’inizio, con accertamenti in corso.

Infine, la terza fase si concentra sulla gestione della “zona rossa”, ovvero l’area a rischio elevato già identificata dopo la prima frana e nelle successive relazioni della commissione tecnica nominata dalla Presidenza del Consiglio. Si indaga sui mancati sgomberi, le demolizioni non effettuate, il blocco insufficiente di nuove costruzioni e le autorizzazioni concesse per opere non ammesse. Anche questa fase è ancora agli albori e potrebbe portare all’ampliamento del numero degli indagati.

Le responsabilità politiche e istituzionali sotto la lente

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