Frana di Niscemi, stop al movimento ma resta l’allerta: rientri oltre i 100 metri

Frana di Niscemi, stop al movimento ma resta l’allerta: rientri oltre i 100 metri

La mappa del rischio resta divisa in tre fasce ben definite:

  • Zona rossa (0–100 metri): interdetta, con divieto assoluto di rientro
  • Fascia 50–100 metri: la frana non ha mostrato movimenti recenti, ma resta area critica
  • Oltre i 100 metri: considerata sicura, con rientro autorizzato

I cittadini evacuati nelle scorse settimane potranno quindi tornare nelle proprie abitazioni, come previsto dall’ordinanza del sindaco emanata a fine febbraio.

Le ultime tappe della vicenda

La crisi si inserisce in un quadro già noto per il territorio:

  • 1997: una prima frana colpisce l’area, con progetti di consolidamento mai realizzati
  • Febbraio 2026: nuova emergenza, evacuazioni precauzionali nelle zone più a rischio
  • Fine febbraio 2026: ordinanza del sindaco per sgomberi e delimitazione delle aree
  • Marzo 2026: nomina del commissario straordinario e monitoraggio continuo
  • Oggi: frana ferma, via libera ai rientri oltre i 100 metri

Parallelamente, la Procura di Gela ha aperto un’inchiesta per disastro colposo, acquisendo anche i vecchi progetti mai attuati dopo il 1997.

Demolizioni e fondi: il piano del governo

Gli edifici più vicini al ciglio della frana saranno demoliti. Il piano è ancora in fase di definizione, ma rappresenta uno degli interventi prioritari per la messa in sicurezza.

Il governo ha stanziato 150 milioni di euro, suddivisi in: 75 milioni per opere di prevenzione idraulica e 75 milioni per demolizioni e ricollocazione delle famiglie

Gli interventi si concentreranno soprattutto sulla riduzione dell’accumulo d’acqua alla base della frana, uno dei principali fattori di rischio.

Paura tra i cittadini: rientri con cautela


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