Frana di Niscemi i geologi: il pericolo non è passato, gli interventi necessari
Gli esperti sottolineano che la gestione della frana deve concentrarsi su una serie di interventi mirati: ridurre l’infiltrazione di acqua proveniente da monte, intercettare i flussi idrici prima che penetrino nella massa instabile e proteggere il piede dei versanti dall’erosione fluviale, ritenuta una delle cause principali della riattivazione della frana. Particolare attenzione deve essere rivolta alle aree critiche, come l’alveo del torrente Benefizio, e agli interventi di ingegneria naturalistica, come le piantumazioni, che contribuiscono a stabilizzare il terreno.
Il rapporto raccomanda inoltre di potenziare il monitoraggio in loco, installando inclinometri profondi per controllare le pressioni all’interno della massa franosa, e suggerisce di valutare la delocalizzazione degli edifici ubicati entro 50 metri dal margine della scarpata, riducendo così il rischio per le persone e le strutture. Attualmente, la fascia interdetta raggiunge i 100 metri dal precipizio.
Gli esperti dell’Università di Firenze evidenziano come la frana rappresenti ancora una minaccia concreta e come la gestione del territorio e delle risorse idriche diventi essenziale per limitare danni futuri e proteggere la comunità locale.
