Sale a circa 1.500 il numero degli abitanti di Niscemi interessati dalla zona rossa istituita dopo la grave frana che da oltre 24 ore sta mettendo in ginocchio il territorio. L’area di sicurezza è stata estesa da 100 a 150 metri, mentre il fronte della frana ha raggiunto i quattro chilometri. La Protezione civile nazionale, regionale e locale è impegnata senza sosta per garantire la sicurezza dei cittadini.
Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, ha ringraziato tutti gli operatori coinvolti e ha assicurato il pieno sostegno del Governo, ribadendo l’impegno dell’esecutivo a seguire l’emergenza fino alla sua completa risoluzione.
Il sindaco Conti: “Situazione preoccupante, nessun rientro a breve”
Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, ha espresso forte preoccupazione per l’evolversi della frana. Alcune abitazioni sono già crollate, mentre altre risultano seriamente a rischio. Interi quartieri, come Sante Croci, Trappeto e via Popolo, sono stati evacuati.
“Nessuno potrà rientrare nelle prossime ore e nei prossimi giorni”, ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando che sono in corso le procedure per sostenere le famiglie sfollate.
Il vicesindaco: “Evento catastrofico”
Ancora più duro il commento del vicesindaco Pietro Stimolo, che ha definito la situazione “drammatica” e in continua evoluzione. Ogni edificio dovrà essere sottoposto a verifica e censimento per valutare i danni e l’agibilità.
Schifani: “Situazione delicata ma sotto controllo”
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha parlato di una situazione estremamente delicata, aggravata dalle recenti piogge. Pur trattandosi di una frana già nota in passato, l’attenzione resta massima.
Il governatore ha annunciato un sopralluogo ufficiale a Niscemi insieme ai vertici della Protezione civile nazionale e regionale per fare il punto sull’emergenza.
Galvagno: “Serve anche supporto psicologico”
Il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, ha sottolineato l’impatto umano della tragedia. Oltre ai danni materiali, centinaia di famiglie, compresi molti bambini, sono state costrette ad abbandonare le proprie case.
Galvagno ha chiesto l’attivazione di un pool di psicologi per sostenere la popolazione colpita e ha annunciato l’arrivo di un primo disegno di legge per gli aiuti immediati. Per le prime necessità sono già disponibili circa 70 milioni di euro.
CNA: “Dichiarare subito lo stato di emergenza”
La CNA Sicilia e la CNA di Caltanissetta hanno chiesto con urgenza la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. L’associazione denuncia il grave isolamento del Comune, dovuto alla chiusura di due delle tre principali vie di accesso, e il conseguente collasso economico del territorio.
Le imprese locali, già in difficoltà, rischiano il tracollo. La CNA ha offerto piena collaborazione alle istituzioni per il censimento dei danni e la definizione di interventi rapidi.
Fondi e interventi: oltre 100 milioni per le emergenze
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stato di emergenza nazionale anche per i danni causati dal ciclone Harry, stanziando 33 milioni di euro, che si aggiungono ai 70 milioni già previsti dalla Regione, per un totale di 103 milioni destinati ai primi interventi.
Sono stati inoltre nominati i presidenti delle Regioni commissari straordinari con poteri di deroga per accelerare le procedure.
Prevenzione e futuro: la sfida dei cambiamenti climatici
Schifani ha ribadito la necessità di ripensare le politiche di prevenzione alla luce dei cambiamenti climatici, in particolare per la tutela delle aree costiere e dei territori più fragili.
È stata istituita una cabina di regia operativa per garantire rapidità negli interventi e coordinamento tra le istituzioni.
Niscemi resta in uno stato di forte emergenza. Centinaia di famiglie sono sfollate, molte abitazioni risultano inagibili e l’economia locale è gravemente compromessa. Le istituzioni assicurano il massimo impegno, ma la popolazione vive nell’incertezza per il futuro.
Nei prossimi giorni saranno decisive le verifiche tecniche, l’erogazione degli aiuti e la definizione di un piano di messa in sicurezza del territorio per evitare nuove tragedie.