Il governo valuta l’avvio di un’indagine amministrativa sulla frana che sta colpendo Niscemi, nel Nisseno. A parlarne è stato il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, intervenuto su Rainews24, sottolineando la necessità di ricostruire quanto accaduto nel corso degli ultimi decenni.
“Credo sia importante fare la cronistoria di quello che è successo negli ultimi 30 anni. Non si è intervenuti e vorrei capire se c’è stata una sottovalutazione della situazione. Escludo il dolo, ma una ragione ci deve essere”, ha dichiarato il ministro, annunciando che la questione sarà affrontata in Consiglio dei ministri.
Indagine, sostegni economici e misure per le famiglie
Musumeci ha spiegato che il governo sta lavorando anche sul fronte degli aiuti economici per cittadini e imprese colpite dall’emergenza. È prevista la sospensione delle rate dei mutui e delle principali obbligazioni, oltre all’attivazione di ammortizzatori sociali per le aziende costrette a fermare le attività.
“Stiamo lavorando con la ministra Calderone per individuare gli strumenti necessari a sostenere le imprese e i lavoratori. Alcune misure sono già alla firma della Protezione civile, altre richiederanno un provvedimento di legge”, ha precisato il ministro.
L’obiettivo prioritario resta quello di garantire un alloggio dignitoso alle famiglie evacuate, molte delle quali non potranno fare ritorno nelle proprie abitazioni. “L’irreparabile è già avvenuto. Ora bisogna pensare al dopo e offrire una nuova prospettiva a chi ha perso tutto”, ha aggiunto Musumeci.
Frana ancora attiva: evacuate oltre 1.200 persone
La situazione resta critica, come confermato dal capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, intervenuto a Sky TG24. La frana continua infatti ad avanzare verso il centro abitato, rendendo necessario l’allargamento progressivo dell’area rossa. A suo avviso si perderanno almeno altri 30 metri di paese.
“In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ha movimentato 263 milioni. Quindi tecnicamente siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di territorio e di massa franosa che è caduta rispetto a quella del Vajont”, ha aggiunto.
“Il fronte di frana arretra verso la città e la fascia di rispetto di 150 metri si sposta di conseguenza”, ha spiegato Ciciliano. All’interno della zona a rischio sono stati evacuati 1.276 cittadini, pari a circa 500 nuclei familiari.
Secondo il capo della Protezione civile, alcune abitazioni non potranno mai più essere recuperate e dovranno essere demolite. Per questo si sta già lavorando a un progetto di ricollocazione condiviso con i residenti. “È fondamentale che i cittadini partecipino attivamente alle scelte sulla nuova identità della città”, ha sottolineato.
Ciciliano ha inoltre rassicurato chi vive fuori dalla zona rossa: “Il centro di Niscemi è in area sicura. È in corso anche il ripristino della distribuzione del gas, sospesa per precauzione”.
L’Esercito in campo, Crosetto: “Difesa al fianco della popolazione”
Sul territorio è intervenuto anche l’Esercito, su richiesta della Prefettura di Caltanissetta. Il Ministero della Difesa, attraverso un post su X, ha annunciato l’impiego di mezzi e personale militare a supporto della popolazione.
Il ministro Guido Crosetto ha garantito la massima disponibilità delle Forze armate per fronteggiare l’emergenza. Il personale del Genio militare sta lavorando per assicurare la viabilità, realizzare percorsi alternativi e ripristinare le strade secondarie, in modo da garantire collegamenti sicuri e continuità alle attività economiche.
“Anche questo è Difesa, al servizio del Paese nelle emergenze e nelle calamità, con interventi concreti a favore della popolazione”, ha dichiarato Crosetto, ribadendo l’impegno dello Stato al fianco dei cittadini di Niscemi.