Foreste in crisi: il dilemma tra clima e biodiversità in uno studio globale.
Un esperto, Mark Urban, professore di ecologia e biologia evolutiva presso l’Università del Connecticut, ha dichiarato: “È sfortunato che affrontiamo più problemi globali simultaneamente, come il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità”. Infatti, quando si cerca di risolvere uno di questi problemi, spesso si aggravano le condizioni dell’altro.
Lo studio, pubblicato nella rivista Nature Climate Change, ha utilizzato cinque modelli esistenti per mappare aree destinate a progetti di rimozione della CO2, considerando le linee guida dell’Accordo di Parigi, che punta a mantenere l’aumento della temperatura globale sotto 1,5°C. I ricercatori hanno poi analizzato come queste aree coincidano con zone di importanza critica per la biodiversità.
Fino ad oggi, ricerche simili avevano generalmente preso in considerazione un solo modello alla volta e analizzato gli effetti su un numero di specie che arrivava fino a 25.000. Questo studio ha ampliato la sua portata a circa 135.000 specie, comprese funghi, invertebrati, piante e vertebrati.
Potenziali Benefici dei Progetti di Rimozione della CO2
Ruben Prütz, autore principale dello studio e ricercatore post-dottorato presso l’Istituto Potsdam per l’Impatti Climatici in Germania, ha affermato che i modelli analizzati incorporano preoccupazioni per la biodiversità, ma non costituiscono il fulcro della loro analisi. “C’è ancora molto lavoro da fare”, ha aggiunto. Secondo i risultati ottenuti, evitando del tutto i punti caldi per la biodiversità si potrebbe ridurre la superficie destinata alla rimozione della CO2 di oltre il 50% entro il 2050.
Urban si è dimostrato sorpreso dalla scoperta che ci sia una quantità limitata di terre deforestate adatte per la piantumazione di alberi senza compromettere la biodiversità.
Il risultato di questo studio offre un’ampia comprensione delle tensioni esistenti tra progetti di rimozione della CO2 e conservazione della biodiversità.
