La Procura Europea (Eppo) ha chiesto gli arresti domiciliari per 16 tra docenti universitari, ricercatori, dirigenti scolastici e manager di aziende informatiche accusati, a vario titolo, di corruzione propria e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente.
L’inchiesta, coordinata dai procuratori europei Gery Ferrara e Amelia Luise, riguarda forniture informatiche finanziate con fondi del Pnrr e coinvolge Sicilia, Campania e Lombardia.
Le indagini sono state condotte dai carabinieri della sezione Eppo del reparto operativo di Palermo, mentre il gip del tribunale del capoluogo siciliano ha già avviato gli interrogatori preventivi.
Dallo scandalo allo Zen ai nuovi filoni investigativi
L’indagine nasce dagli accertamenti sulle forniture alla scuola Istituto Giovanni Falcone Zen Palermo, che avevano portato all’arresto della preside Daniela Lo Verde.
Seguendo la stessa pista investigativa, i magistrati hanno poi esteso gli accertamenti alla Campania — con il coinvolgimento del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Università Federico II di Napoli — e alla Lombardia, dove ha sede la Fondazione Minoprio Istituto Tecnologico.
Il sistema delle tangenti in dispositivi elettronici
Secondo l’accusa, alcuni docenti avrebbero orientato affidamenti diretti verso specifiche aziende informatiche ottenendo in cambio un vero e proprio “tesoretto” sotto forma di beni tecnologici: smartphone, computer, smart tv, tablet, Apple Watch e dispositivi di archiviazione.
I prodotti sarebbero stati utilizzati per fini personali oppure destinati a familiari e conoscenti. Un rappresentante coinvolto avrebbe spiegato agli inquirenti che la pratica di regalare dispositivi in cambio degli affidamenti era considerata “assolutamente normale”.
Gli appalti finiti nel mirino riguardano forniture per corsi, dipartimenti e progetti finanziati dal Pnrr, con importi variabili da poche migliaia di euro fino a quasi mezzo milione.
Docenti, ricercatori e manager tra gli indagati. Secondo quanto emerso negli interrogatori preventivi, alcuni docenti avrebbero già ammesso le proprie responsabilità.
Sospensioni e dimissioni nelle aziende coinvolte
Nel filone che riguarda la società R-Store, i manager Antonio Fedullo e Mario Piacenti sono stati sospesi, mentre l’amministratore delegato Fimiani ha rassegnato le dimissioni.
Tra le aziende citate nell’inchiesta figurano anche Databroker e Informatica Commerciale, indicate come parte del circuito delle forniture oggetto di verifica.
La richiesta di misura cautelare è ora al vaglio del gip di Palermo, che sta conducendo gli interrogatori preventivi per valutare l’eventuale applicazione degli arresti domiciliari.
L’inchiesta punta a chiarire la gestione degli affidamenti diretti nei progetti finanziati con fondi europei e Pnrr e a verificare l’eventuale esistenza di un sistema consolidato di scambi corruttivi nel settore delle forniture informatiche legate al mondo della scuola e della ricerca.