Fondi Pnrr e mazzette hi-tech: 16 richieste di arresto tra Sicilia e Campania
Secondo l’accusa, alcuni docenti avrebbero orientato affidamenti diretti verso specifiche aziende informatiche ottenendo in cambio un vero e proprio “tesoretto” sotto forma di beni tecnologici: smartphone, computer, smart tv, tablet, Apple Watch e dispositivi di archiviazione.
I prodotti sarebbero stati utilizzati per fini personali oppure destinati a familiari e conoscenti. Un rappresentante coinvolto avrebbe spiegato agli inquirenti che la pratica di regalare dispositivi in cambio degli affidamenti era considerata “assolutamente normale”.
Gli appalti finiti nel mirino riguardano forniture per corsi, dipartimenti e progetti finanziati dal Pnrr, con importi variabili da poche migliaia di euro fino a quasi mezzo milione.
Docenti, ricercatori e manager tra gli indagati. Secondo quanto emerso negli interrogatori preventivi, alcuni docenti avrebbero già ammesso le proprie responsabilità.
