Fiamme in Brasile minacciano le vite degli indigeni e delle comunità isolate.

Incendi devastanti nei territori indigeni del Brasile nel 2025

Nel 2025, gli incendi hanno causato un significativo aumento della perdita di foreste nei territori indigeni del Brasile, in particolare in quelli abitati da popoli in isolamento volontario: Alto Turiaçu, Uru-Eu-Wau-Wau e Apiaká do Pontal e Isolados. Secondo i dati di Global Forest Watch analizzati da Mongabay, gli incendi sono stati responsabili quasi della totalità della deforestazione in ciascuno di questi territori, colpendo principalmente le foreste primarie.

I leader indigeni hanno segnalato che gli incendi rappresentano una minaccia crescente per il loro modo di vivere, compromettendo la salute, la vegetazione, la biodiversità e la sicurezza alimentare. Un esperto climatico avverte che l’imminente evento di El Niño, previsto più intenso rispetto a quello 2023-2024, porterà a temperature più elevate e condizioni più secche nella regione del bacino amazzonico, rendendola più vulnerabile agli incendi.


Le conseguenze devastanti degli incendi

I dati di Global Forest Watch hanno evidenziato un drammatico incremento della perdita forestale nel territorio indigeno Alto Turiaçu nel 2025, con una perdita di 27.243 ettari, di cui circa il 93% attribuito a incendi. Questo territorio, che si estende tra gli stati del Maranhão e del Pará, ha visto un impatto devastante, come confermato da Itahu Ka’apor, leader della comunità Tuxa Ta Pame: “Molti animali da caccia sono morti; le piante utilizzate per costruire le nostre case sono state danneggiate.”

Ka’apor ha aggiunto che gli incendi pongono una minaccia ancora maggiore per i popoli indigeni isolati, noti come Isolados do Igarapé Jararaca, che dipendono esclusivamente da pesci e animali per la loro sopravvivenza. Madalena Borges, coordinatrice del CIMI, ha riferito di incidenti gravi, come quello di un ragazzo Ka’apor di 15 anni che ha subito gravi ustioni ai piedi a causa di un incendio.


Nel territorio Uru-Eu-Wau-Wau, che si estende su circa 1,87 milioni di ettari, la perdita di foresta nel 2025 è stata di 19.639 ettari, con il 97% di questa perdita attribuita agli incendi. Allo stesso modo, la maggior parte della perdita è avvenuta nelle foreste primarie. Ivaneide “Neidinha” Bandeira Cardozo, coordinatrice dell’Associazione Kanindé per la Difesa Etno-ambientale, ha riferito che le comunità hanno sofferto danni simili a quelli dell’Alto Turiaçu, con animali morti e malattie respiratorie diffuse, specialmente tra neonati e anziani.

Cardozo ha sottolineato che gli incendi rappresentano un segnale di occupazione illegale del territorio, mettendo a rischio la vita di tutte le comunità locali: “Uccidere la foresta significa uccidere la fontanelle di cibo dei popoli indigeni isolati e mettere in pericolo le loro abitazioni.” Inoltre, gli incendi hanno anche un impatto culturale, poiché le attività comunitarie e il trasferimento di conoscenze tra le generazioni più giovani e gli anziani vengono frequentemente interrotti.


La drammatica situazione di Apiaká do Pontal e Isolados

Una tendenza simile è stata osservata nel territorio Apiaká do Pontal e Isolados, che ha perso 23.618 ettari di foresta nel 2025, con il 99,7% di questa perdita causata da incendi, quasi interamente nelle foreste primarie. Come in altre aree, gli incendi hanno avuto un forte impatto sulla biodiversità e sulle pratiche di sussistenza delle popolazioni indigene locali.

In altre regioni dell’Amazzonia brasiliana, gli incendi hanno portato a conseguenze sociali e culturali analoghe. Almir Suruí ha segnalato incendi che hanno minacciato il suolo e la sicurezza delle famiglie indigene, descrivendo la disperazione delle comunità nel tentativo di proteggere la loro terra con poche risorse disponibili. “Ho visto animali fuggire dal fuoco e aree sacre danneggiate,” ha condiviso.


Con l’approssimarsi di un evento di El Niño che potrebbe rivelarsi particolarmente intenso, esperti avvertono che ciò potrebbe portare a un`aumento delle temperature e delle condizioni di secchezza, rendendo l’Amazzonia ancora più suscettibile a incendi catastrofici. L’esperta Florencia Sangermano ha messo in luce che, oltre agli effetti diretti sulla salute umana, la combustione di biomassa provoca l’emissione di gas serra, il che amplifica ulteriormente il riscaldamento globale.

Per mitigare questi effetti devastanti, è fondamentale proteggere le foreste e ridurre la deforestazione. Ciò non solo favorirà il riciclo dell’umidità, ma contribuirà anche alla filtrazione delle particelle inquinanti, riducendo le malattie legate agli incendi. È cruciale che le politiche di conservazione siano attuate in modo efficace per salvaguardare non solo l’ambiente, ma anche la vita e la cultura delle comunità indigene che vi abitano.

Fonti:
– Global Forest Watch
– Mongabay
– Associazione Kanindé per la Difesa Etno-ambientale
– Consiglio Missionario Indigenista (CIMI)

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Luigi Salemi: