Festino di Santa Rosalia, Lorefice: “Diamo voce al coro dell’umanità oppressa”

Festino di Santa Rosalia, Lorefice: “Diamo voce al coro dell’umanità oppressa”

Un canto che si fa preghiera, denuncia e invocazione di pace. È questo il significato che l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, ha attribuito al concerto del The Chapel Choir of University College di Durham, inserito nel programma delle iniziative del Festino di Santa Rosalia.

Nel messaggio introduttivo all’evento, l’arcivescovo ha sottolineato come la musica possa diventare la voce di chi soffre e di chi vive condizioni di oppressione.

“Con questi canti vogliamo dare voce al coro dell’umanità intera e in particolare a quelle donne e quegli uomini che, dall’abisso della loro sofferenza, innalzano verso il cielo il canto della liberazione, l’urlo della speranza, l’attesa della pace, l’invocazione che penetra i Cieli”, ha affermato Lorefice.

Un messaggio di fraternità oltre le differenze

L’arcivescovo ha evidenziato il valore simbolico dell’incontro, definendo il luogo del concerto una casa aperta a tutti, indipendentemente dall’appartenenza religiosa o culturale.

“Stasera in questa casa che ci accoglie e dove tutti siamo riconosciuti e amati, a partire dalla differenza delle nostre provenienze di fede e di culto, si innalza all’unisono un canto di vicinanza, di amicizia, di sostegno e di aiuto ai derelitti e ai disperati prostrati dalla sopraffazione della violenza e dalla devastazione mortifera della guerra”, ha dichiarato.

I volti dell’oppressione nel mondo


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