La crisi ambientale di Gabès: inquinamento da una fabbrica di fosfati
Gli abitanti della città portuale tunisina di Gabès segnalano problematiche respiratorie e malattie gravi a causa delle emissioni tossiche provenienti da uno stabilimento di trasformazione dei fosfati. I bambini risultano tra i più colpiti. Un’analisi condotta da Mongabay e ARIJ, utilizzando le immagini satellitari Sentinel-5, ha rivelato concentrazioni di inquinanti atmosferici superiori fino a nove volte i limiti raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le acque costiere della città, un tempo ricche di biodiversità e culla della vita marina, hanno subito danni significativi a causa dell’inquinamento legato ai fosfati, come confermato da studi scientifici e pescatori locali.
L’importanza del fosfato per l’economia tunisina
Il fosfato rappresenta una delle esportazioni più preziose della Tunisia, essendo un ingrediente chiave nei fertilizzanti esportati in mercati esteri, tra cui Stati Uniti, Europa e India. Le aziende che acquistano prodotti a base di fosfato dalla fabbrica di Gabès, come EuroChem e Koch Fertilizer, non hanno risposto alle richieste di commento riguardo la situazione ambientale.
Dalila, una residente di Gabès, è abituata all’odore acre e pesante proveniente dall’impianto di trattamento dei fosfati, a pochi passi dalla sua casa. Durante i giorni in cui le sostanze tossiche permeano l’aria, affretta i suoi bambini a rimanere all’interno, mentre chiude ermeticamente le finestre, convinta che ciò possa ridurre gli effetti nocivi dei fumi. Le emissioni possono durare per ore, e i residenti spesso ricevono scarsi preavvisi.
Un episodio drammatico è avvenuto a settembre 2025 quando alcuni bambini a scuola sono stati colpiti da gas tossici. Alcuni si sono accasciati a terra, lamentando difficoltà nel respirare e una sensazione di soffocamento. La figlia di Dalila ha riferito di sentirsi soffocare, e la madre l’ha portata d’urgenza all’ospedale statale. Nonostante le domande, non ha ricevuto risposte chiare sui test effettuati.
Proteste e richieste di cambiamento
L’incidente ha innescato una serie di proteste di massa tra i residenti di Gabès, che sventolavano striscioni con scritto “Fermare l’inquinamento” e “Spostate l’impianto”. Questo non è il primo episodio di protesta contro l’inquinamento dell’aria e dell’acqua dall’impianto. Dalila sente che lei e gli altri di Gabès vengono ignorati, e non sono soli. I pescatori riportano che le acque costiere, un tempo abbondanti di pesci, ora tornano a mani vuote. Gli studi scientifici confermano che i danni ambientali rappresentano una seria minaccia per la salute dei residenti.
Il settore del fosfato è cruciale per l’economia tunisina, con un valore delle esportazioni annuali che ammonta a centinaia di milioni di dollari e rappresenta circa il 4% del PIL nazionale, come evidenziato da una valutazione della Banca Africana di Sviluppo nel 2026. La fabbrica di Gabès, operata dal Groupe Chimique Tunisien S.A. (GCT), è tra i maggiori impianti di produzione di fosfati nel paese.
Nel 2008, la Banca Europea per gli Investimenti ha promesso un prestito di 55 milioni di euro per migliorare le strutture della GCT, compresi gli investimenti per ridurre le emissioni tossiche. Tuttavia, i progressi sono stati scarsi, portando alla cancellazione di parte del prestito. Gli abitanti, come Dalila, non hanno visto le promesse riparazioni.
I pericoli per la salute e l’ambiente
La salute dei residenti è messa a repentaglio dall’esposizione a sostanze chimiche tossiche. Un studio del 2026 ha evidenziato l’elevato rischio ecologico associato ai rifiuti provenienti dal processo di produzione del fosfato, inclusi elevati livelli di cadmio, un metallo pesante. Lo studio ha rivelato che i siti di smaltimento dei rifiuti, situati a meno di 500 metri da zone residenziali, sono vulnerabili a perdite e contaminazione delle risorse idriche.
Parallelamente, un rapporto del 2025 ha mostrato alti livelli di cadmio e piombo nel sangue e nelle urine di bambini residenti a Gabès, in confronto a quelli di zone meno inquinate, concludendo che l’inquinamento atmosferico è il principale fattore di rischio.
Recenti studi scientifici hanno dimostrato i gravi impatti dell’inquinamento sulle acque marine della regione, con perdite drastiche di habitat costiero, come la Posidonia, limitando così la biodiversità e la capacità di assorbimento del carbonio. Questa situazione ha portato a fioriture algali dannose e alla perdita di circa il 90% dell’area originale di prateria sottomarina.
Le autorità sanitarie tunisine hanno rifiutato di fornire dati sulla salute dei residenti riguardanti condizioni respiratorie e altre malattie legate alle emissioni tossiche. Medici contattati dai giornalisti hanno rifiutato di rilasciare dichiarazioni pubbliche, temendo ritorsioni.
Fonti ufficiali
- Banca Africana di Sviluppo – Valutazione economica e ambientale.
- Journal of Hazardous Materials – Studi sull’inquinamento da produzione di fosfati.
- Marine Pollution Bulletin – Impatti ambientali e perdita di biodiversità nelle acque costiere di Gabès.
In un contesto di crescente richiesta globale di fertilizzanti, è essenziale monitorare le attività delle aziende coinvolte e l’impatto sulla salute pubblica. I residenti di Gabès continuano a lottare per il diritto a un ambiente sano e per le generazioni future.
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