FAI di Catania, presentata la 34° edizione delle “Giornate FAI di Primavera”

“Con il concept ‘Intrecci di Comunità. Un territorio in continua trasformazione’ abbiamo voluto raccontare il territorio etneo non come semplice somma di luoghi, ma come una trama viva di relazioni, in cui memoria, istituzioni, fede, paesaggio e responsabilità civile si intrecciano e si sostengono reciprocamente. In questa prospettiva, le Aperture FAI 2026 della Delegazione di Catania propongono una lettura sistemica e partecipata del patrimonio: non solo testimonianza del passato, ma infrastruttura sociale del presente e promessa concreta di futuro”.

Questo l’incipit di Marilisa Yolanda Spironello Capo Delegazione FAI di Catania con il quale durante la conferenza stampa di presentazione delle “Giornate FAI di Primavera” dei prossimi 21/22 marzo, ha illustrato il tema portante di quella che si prevedrà essere un’edizione trasversale dove il passato e il presente si fondono per guardare al futuro con rinnovato entusiasmo.

«Attraverso cinque intrecci tematici, dalla guida spirituale alle istituzioni civili, dalla memoria sotterranea alla fraternità, fino al paesaggio e alle risorse collettivo – ha spiegato – il progetto costruisce una narrazione coerente che attraversa Catania e il suo territorio esteso, restituendo il senso di una continuità fondata sull’impegno delle comunità che lo abitano, lo custodiscono e lo trasformano».

Percorsi inclusivi per ipovedenti


Una curvatura decisiva del progetto legato a questa 34° edizione delle Giornate FAI di Primavera riguarda il tema dell’accessibilità, che la Delegazione FAI di Catania porta avanti da anni attraverso collaborazioni consolidate con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, sezione di Catania e con l’Associazione Famiglie Audiolesi Etnei, grazie alle quali saranno garantite visite dedicate e percorsi inclusivi in alcuni siti. A queste si affianca il contributo del Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane, presidio di accessibilità in città, che metterà a disposizione dei visitatori supporti e strumenti per una fruizione ampliata e multisensoriale del patrimonio.

“Come Delegazione FAI di Catania – ha concluso Marilisa Yolanda Spironello – crediamo che il patrimonio viva davvero solo quando diventa relazione: per questo “Intrecci di Comunità” non propone soltanto visite, ma un’esperienza condivisa di consapevolezza, partecipazione e responsabilità. Il territorio continua perché ogni comunità intreccia memoria, cura e futuro”.

21 luoghi raccontati nei cinque “intrecci” tematici che connettono i siti coinvolti in una narrazione coerente e trasversale, capace di attraversare la città di Catania e il suo territorio esteso fino ad Acireale, Giarre, Misterbianco, Mascalucia, Piedimonte Etneo e Mineo.

Il Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane del Palazzo centrale dell’Università di Catania, vero gioiello inserito nella rete museale nazionale, il Balneum di piazza Dante, il Criptoportico al Giardino Bellini, la Chiesa del Campanarazzu a Misterbianco, sopravvissuta all’eruzione del 1669. Ed ancora il Borgo Petra di Mascalucia; il Palazzo Vescos di Piedimonte Etneo, il Castello di Serravalle di Mineo, Villa Fiamingo a Giarre, sono solo alcuni dei luoghi visitabili durate le Giornate FAI di Primavera del 21/22 marzo.

Stilizzati in un fiore colorato, simbolo di crescita e trasformazione, i cinque intrecci, raffigurati come nastri sovrapposti l’uno all’altro a formare l’intreccio completo, rimandano ognuno a un tema: Intreccio della guida e della responsabilità (colore rosso); Intreccio delle istituzioni civili (arancio); Intreccio della memoria sotterranea (giallo); Intreccio della fraternità e della cura (blu); e Intreccio del paesaggio e delle risorse collettive (verde).

Collaborazioni con l’Università di Catania e il Sistema Museale dell’Aeneo


Ogni intreccio dialoga con la memoria e il presente dei luoghi. Un’interconnessione voluta per rafforzare la percezione del patrimonio come bene comune, come fonte di benessere collettivo. Le collaborazioni con l’Università di Catania e con il Sistema Museale dell’Aeneo catanese ne sono prova.

Germana Barone direttrice del Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane e delegata del rettore all’accreditamento dei musei dell’Ateneo al Sistema Museale Nazionale, ha affermato: “Il Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane nasce come spazio di ricerca, narrazione e restituzione pubblica del patrimonio, ma soprattutto come presidio attivo di accessibilità e inclusione culturale nel contesto cittadino. In questa prospettiva, la nostra partecipazione alle Aperture FAI 2026 si inserisce in piena continuità con una collaborazione ormai più che consolidata con la Delegazione FAI di Catania, con la quale negli anni abbiamo condiviso percorsi di sperimentazione e progettazione dedicati ai temi dell’inclusione. Abbiamo sviluppato un modello di accessibilità fondato su strumenti multisensoriali, dispositivi tattili, supporti digitali e percorsi mediati, costruiti in dialogo con le associazioni del territorio e pensati per pubblici diversi. Per questo, nell’ambito di Intrecci di Comunità, il museo metterà a disposizione competenze, metodologie e dotazioni per contribuire a rendere le visite un’esperienza realmente inclusiva, capace di accogliere e coinvolgere ogni visitatore”.

Catania si è posta l’ambizioso obiettivo di candidarsi a capitale della cultura 2028; progetto che continuerà ad andare avanti nonostante il dossier su Catania non abbia vinto.

“Il patrimonio culturale e ambientale di Catania – Massimo Pesce vicesindaco di Catania – è un binomio inscindibile che rappresenta il cuore pulsante della nostra identità territoriale e la chiave strategica del nostro futuro. Le Giornate FAI ci ricordano che Cultura e Ambiente sono un bene comune da custodire e tramandare, ma anche risorsa viva da abitare, vivere e far fruttare in modo sostenibile. Catania ha tutte le potenzialità per diventare laboratorio mediterraneo di questa sintesi virtuosa tra memoria storica e innovazione ambientale, tra tutela identitaria e sviluppo sostenibile”.

Il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi ha detto: “Il Consiglio comunale ringrazia vivamente la Delegazione Fai di Catania e i suoi preziosi volontari e non può che accogliere con favore le iniziative che organizzano perché riescono a unire in un’unica voce, cultura, solidarietà, volontariato e soprattutto del rilancio turistico perché anche la nostra cittadinanza a volte è distratta e non sempre apprezza i beni di cui dispone. Invece si può infondere quella cultura e quella consapevolezza che possono dare maggiore slancio ai nostri siti per una valorizzazione e una più ampia diffusione turistica”.

Intrecci non solo nei temi, ma anche nelle relazioni con le istituzioni


Francesco Marino dirigente superiore Polizia di Stato: “Grazie alla collaborazione tra la Polizia di Stato e la Delegazione FAI di Catania sarà possibile visitare i locali del Palazzo delle Finanze ove quotidianamente svolgono il loro servizio le donne e gli uomini del Servizio Tecnico Logistico e Patrimoniale e dell’Ufficio per il Coordinamento sanitario della Polizia di Stato per le Regioni Sicilia e Calabria. Attraverso un viaggio nella storia e nell’arte sarà possibile non solo conoscere le attività di questi due centri nevralgici per la pianificazione e il supporto logistico e sanitario ai servizi volti a garantire la sicurezza della collettività, ma anche scoprire le bellezze di uno dei palazzi storici più significativi di Catania”.

Elda Sprizzi capo filiale della Banca d’Italia di Catania: “Il rapporto consolidato con la Delegazione FAI di Catania ci consente di aprire al pubblico l’edificio che ospita la filiale di Catania della Banca d’Italia che, per quanto si presenti austero in realtà cela un cuore vivace. Rappresenta un esempio di brutalismo e con il murale “Banco di Vita” realizzato dall’artista romana Chiara Capobianco il palazzo ha acquisito lustro culturale e sociale. All’interno sarà possibile vedere il Museo della Moneta della Banca d’Italia e video che illustrano la nascita della moneta coniata. Ci sarà una specifica apertura riservata agli ipovedenti, un percorso pensato con scrupolosa attenzione affinché non vi siano limitazioni per nessuno”.

Le Giornate FAI sono l’occasione per scoprire (o riscoprire) i tesori di cui Catania è ricca. Sono l’opportunità per riappropriarsi della propria città.

Giuseppe D’Urso direttore del Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci, ha fatto pervenire un suo messaggio: “Il Parco Archeologico di Catania condivide l’avventura delle Giornate FAI di Primavera e l’entusiasmo dei piccoli Apprendisti Ciceroni delle scuole che guideranno curiosi e appassionati, fra le tracce della Catania romana. Quest’anno abbiamo scelto il Balneum di piazza Dante: un vero “unicum” nel suo genere perché si tratta di un impianto termale privato all’interno di una lussuosa domus di epoca romana imperiale”.

Don Giuseppe Guliti in rappresentanza di Mons. Luigi Renna Arcivescovo di Catania e dell’Arcidiocesi, ha detto: “Per il secondo anno consecutivo la nostra Arcidiocesi partecipa alle Giornate di Primavera FAI con l’apertura straordinaria dei saloni del Palazzo Arcivescovile, in particolare del Salone Sant’Agata, legato anche alle vicende storiche del Congresso di Vienna. Le visite saranno accompagnate dai giovani volontari che collaborano con l’ufficio Beni Culturali e dagli studenti del Liceo Artistico “Lazzaro” di Catania, nel segno della valorizzazione del nostro patrimonio”.

A chiudere la conferenza stampa, la cui Aula Magna del Rettorato dell’Università di Catania era gremita anche per la corposa partecipazione di studenti, sono stati gli interventi di don Giovanni D’Andrea direttore dell’Opera Salesiana Sacro Cuore Barrriera-Catania, che ha puntato l’attenzione sulla “consapevolezza del patrimonio custodito anche nella nostra città. I giovani sono il presente e il futuro. Il legame sancito con la Delegazione FAI di Catania, le cui attività includono gli studenti rendendoli protagonisti nel loro essere Apprendisti Ciceroni, è un ulteriore strumento per fare accrescere anche nei più giovani, il senso di appartenenza e conoscenza della nostra storia attraverso i luoghi. Solo conoscendo il passato potremo capire chi siamo e sapremo collocarci nel mondo. Salvaguardare il patrimonio architettonico e ambientale sarà più agevole se ci conosce il significato di quel bene. Fare accrescere la consapevolezza che il ‘patrimonio siamo noi’ incentivando il protagonismo giovanile”.

Pietro Barone Paternò Castello di Valsavoia governatore della Nobile Arciconfraternita dei Bianchi, ha affermato: “La tutela e la salvaguardia del patrimonio culturale e architettonico – ha detto – sono di fondamentale importanza, così come la valorizzazione con fruizione pubblica, poiché facilità la nostra aspirazione a una bellezza condivisa, grande segno di una civiltà evoluta. Il sodalizio con la Delegazione di Catania è fortemente impegnato nella tutela della memoria della propria storia, promuovendo il patrimonio architettonico e culturale, di cui le Giornate di Primavera del FAI rappresentano un momento significativo”.

Ad avvalorare l’importanza della promozione e della valorizzazione dei siti storici e artistici di Catania e della provincia, a seguire la conferenza stampa si è tenuto un tavolo tecnico a cui hanno preso parte i Capigruppo FAI Giovani Catania, FAI Ponte tra Culture di Catania, FAI Etna Nord, Acireale, Giarre e Calatino.

Elenco dei luoghi visitabili e modalità di partecipazione all’evento su:
https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/i-luoghi-aperti/?search=sicilia

Cosa sono le Giornate FAI di Primavera


Le Giornate FAI di Primavera 2026 organizzate nell’intero territorio nazionale hanno ricevuto la Targa del Presidente della Repubblica e si svolgono in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, con il Patrocinio del Ministero della Cultura e di tutte le Regioni e le Province autonome italiane. L’iniziativa è ritenuta di particolare rilievo europeo e meritevole di sostegno morale tanto che le Giornate FAI si avvalgono dell’alto patrocinio della Commissione Europea.

Le Giornate FAI di Primavera 2026 di Catania sono rese possibili grazie alla fondamentale collaborazione di molti partner quali l’Università di Catania, il Sistema Museale d’Ateneo dell’Università di Catania, MARE – Museo Accessibilità Ricerca esperienza, AFAE – Associazione Famiglie Audiolesi Etnei, Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti – Sezione Territoriale di Catania, Associazione Monasterium Album – Misterbianco, Pro Loco Macchia di Giarre, Pro Loco Campanarazzu, Borgopetra – Dimora storica, Mascalucia DOC, Barriera Salesiani Don Bosco – Catania, e con il prezioso patrocinio dei Comuni di Catania, Acireale, Giarre, Mascalucia, Mineo, Misterbianco, Piedimonte Etneo, Diocesi di Acireale, della Polizia di Stato, del Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci, dell’Arcidiocesi di Catania, della Banca d’Italia – Eurosistema, e dell’Arciconfraternita dei Bianchi.

Le Giornate FAI di Primavera si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art. 143, c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97). Partecipare alla visita con una donazione significa sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione. Ogni Iscritto al FAI e chi si iscriverà per la prima volta durante l’evento potrà beneficiare dell’accesso prioritario in tutti i luoghi e di aperture dedicate. Sottoscrivere la tessera FAI significa diventare parte di un grande progetto e rappresenta un atto d’amore per l’Italia.

Inoltre, fino al 29 marzo 2026 si potrà sostenere la missione del FAI donando con un SMS o una chiamata da rete fissa al numero 45584. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Fastweb + Vodafone, WINDTRE, TIM, iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali. Per le chiamate da rete fissa di 5 o 10 euro da TIM, Fastweb + Vodafone, WINDTRE, Tiscali, Convergenze, PosteMobile Geny Communications e, sempre per la rete fissa, di 5 euro da Convergenze e PosteMobile.

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