Circa un centinaio di ex lavoratori di Almaviva Contact hanno manifestando in piazza Indipendenza a Palermo, davanti alla Presidenza della Regione Siciliana, per chiedere risposte concrete sulla loro ricollocazione occupazionale. Il sit-in, organizzato da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uil Fpc e Ugl, rappresenta l’ultimo episodio di una vertenza che dura ormai da tre anni e che riguarda circa 387 famiglie siciliane.
Le ragioni della protesta
I manifestanti hanno indossato maschere bianche, simbolo della loro invisibilità agli occhi delle istituzioni, e cuffie con microfono, strumento del loro lavoro storico nei call center. Cartelli con scritte come “Vogliamo risposte, basta attese” e “Noi ex Almaviva, vittime di Stato” sottolineano il disagio e l’urgenza della situazione.
Il nucleo principale della vertenza ruota attorno a due progetti che avrebbero dovuto garantire la ricollocazione:
Il numero unico europeo 116-117, servizio di assistenza sanitaria non urgente complementare al 118, che prevede l’impiego di 130 ex lavoratori.
La digitalizzazione e dematerializzazione delle cartelle cliniche regionali, destinata al restante bacino dei lavoratori, ancora ferma senza tempi certi di avvio.
Il percorso della vertenza
Negli ultimi tre anni, i sindacati hanno portato avanti numerosi incontri con la Regione, senza però ottenere soluzioni concrete. L’ultimo confronto, l’11 marzo, con l’assessora alla Salute Daniela Faraoni, ha confermato la firma del decreto relativo al 116/117 e l’assegnazione delle risorse a TIM come soggetto attuatore. Tuttavia, i tempi di realizzazione del servizio stimati in due o tre mesi, e la successiva definizione organizzativa e del personale, non garantiscono ancora l’effettiva ricollocazione dei lavoratori.
Per quanto riguarda il progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche, già operativo in altre regioni italiane, la Regione ha confermato che non è stato presentato alcun progetto formale, lasciando in sospeso la parte più consistente della ricollocazione.
La posizione dei sindacati
I rappresentanti di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni ribadiscono che: Il decreto sul 116/117 è un segnale positivo ma non sancisce né l’avvio effettivo del servizio né il riassorbimento dei lavoratori.
La digitalizzazione delle cartelle cliniche resta il principale progetto su cui intervenire, con urgenza, per garantire l’occupazione del bacino.
È necessario un ruolo attivo del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per coordinare gli assessorati coinvolti e monitorare concretamente gli impegni presi.
“Il tempo delle dichiarazioni deve lasciare spazio ai fatti”, dichiarano i sindacati, sottolineando che la condizione di incertezza economica e sociale delle 387 famiglie ex Almaviva è diventata ormai insostenibile.
La vertenza Almaviva rappresenta uno dei casi più significativi di difficoltà occupazionale legata al settore dei call center in Sicilia. Nonostante le risorse stanziate e i decreti firmati, i progetti concreti per il riassorbimento dei lavoratori restano fermi, con il rischio di prolungare ulteriormente una crisi che dura da anni. I sindacati continuano a chiedere tempi certi e soluzioni reali, puntando a trasformare le promesse in percorsi concreti di lavoro.