EUDR guida le azioni aziendali, nonostante i lenti progressi: rapporto aggiornato.

Cresce l’impegno delle aziende contro la deforestazione in vista della EUDR

Secondo un recente rapporto di Global Canopy, un numero crescente di aziende sta adottando impegni contro la deforestazione in preparazione all’entrata in vigore del Regolamento dell’Unione Europea sulla Deforestazione (EUDR), che sarà attivo dal 30 dicembre di quest’anno. Il rapporto, esaminando i dati pubblici di 500 aziende con catene di approvvigionamento esposte alla deforestazione, ha rivelato che il 14% ha menzionato la EUDR nei propri documenti sui impegni di deforestazione. La percentuale di aziende che ha riportato nuove azioni di implementazione nel 2025 supera il 25%, mentre il numero di aziende con meccanismi di tracciabilità è aumentato.

In particolare, il rapporto Forest 500 del 2026 ha analizzato gli impegni aziendali su deforestazione, conversione di terreni e diritti umani in relazione a nove materie prime collegate alla deforestazione, come carne bovina, cacao, caffè, pelle, olio di palma, cellulosa e carta, gomma, soia e legno. Nonostante i segnali positivi, emerge che 24 aziende non hanno mai pubblicato impegni contro la deforestazione e 14 hanno registrato un passo indietro nel 2025.


Rafforzare la tracciabilità: un passo importante

Il rapporto evidenzia che, sebbene ci siano segnali di progresso, molte aziende continuano a mostrare sforzi insufficienti. Solo il 29% delle 500 aziende ha formalmente preso impegni per affrontare la deforestazione per tutti i prodotti che producono o forniscono. Pochissime aziende, soltanto 120, hanno dichiarato che oltre la metà dei loro volumi sono esenti da deforestazione o conversione (DCF) per almeno una materia prima. In particolare, i settori della gomma, della pelle e del caffè hanno registrato prestazioni molto scarse, con poche aziende che superano la soglia del 50% di volumi DCF.

Il report ha individuato inoltre 14 aziende che hanno fatto dei passi indietro nei loro impegni contro la deforestazione nel 2025. Ad esempio, la giapponese Minerva ha modificato la formulazione dei suoi impegni all’interno di un rapporto CDP, focalizzandosi solo sulla deforestazione illegale, contraria a quanto stabilito dalla EUDR che proibisce qualsiasi forma di deforestazione. Minerva ha rassicurato che intende rimanere entro le normative della EUDR entro il 2030.

Altre aziende, come Nike, sono state segnalate per aver ridotto l’impegno nel proteggere le foreste prioritarie, in particolare dato che sono esposte alla deforestazione attraverso l’uso di cellulosa e carta per le loro scatole di scarpe.

Stakeholders di varie industrie, da quella della moda a quella automobilistica, hanno dichiarato di voler ottenere pelle priva di deforestazione entro il 2030. Ciò dimostra che, nonostante le numerose sfide, esiste un interesse crescente per pratiche aziendali sostenibili.


Le sfide legali e la preparazione delle aziende

L’incertezza legale riguardo alla EUDR rappresenta una barriera disincentivante per le aziende nella loro preparazione verso sistemi di due diligence relativi alla deforestazione. Secondo gli esperti, un contesto legale instabile complica la pianificazione e l’implementazione dei sistemi di tracciabilità. Le aziende potrebbero anche subire ulteriori costi man mano che il dibattito sulla legislazione continua e i rinvii si accumulano.

Il rapporto Forest 500 avverte che è fondamentale che la EUDR venga attuata, consentendo così un periodo di prova in cui le aziende possano testare la funzionalità dei loro sistemi. Ad esempio, Nestlé ha mostrato la capacità di tracciare le sue catene di approvvigionamento in modo efficace, dichiarando che il 96,7% delle sue fonti primarie per prodotti come carne, olio di palma e cacao erano esenti da deforestazione alla fine del 2025.

Infine, le industrie della pelle hanno visto progressi nella tracciabilità, nonostante rapporti che suggeriscono che cercassero di escludere i loro prodotti dall’ambito della EUDR. L’analisi condotta da Earthsight ha mostrato che sette stati brasiliani con perdite significative di copertura arborea erano responsabili di quasi un quinto delle esportazioni di pelle verso l’Unione Europea nel 2024 e 2025.

In sintesi, sebbene ci sia ancora molto lavoro da fare, l’atteggiamento di alcune aziende verso la deforestazione indica che è possibile realizzare pratiche commerciali sostenibili attraverso le catene di approvvigionamento complesse.

Fonti:
– Global Canopy – Forest 500 Report 2026
– Earthsight Reports

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Luigi Salemi: