EUDR guida le azioni aziendali, nonostante i lenti progressi: rapporto aggiornato.

EUDR guida le azioni aziendali, nonostante i lenti progressi: rapporto aggiornato.

Rafforzare la tracciabilità: un passo importante

Il rapporto evidenzia che, sebbene ci siano segnali di progresso, molte aziende continuano a mostrare sforzi insufficienti. Solo il 29% delle 500 aziende ha formalmente preso impegni per affrontare la deforestazione per tutti i prodotti che producono o forniscono. Pochissime aziende, soltanto 120, hanno dichiarato che oltre la metà dei loro volumi sono esenti da deforestazione o conversione (DCF) per almeno una materia prima. In particolare, i settori della gomma, della pelle e del caffè hanno registrato prestazioni molto scarse, con poche aziende che superano la soglia del 50% di volumi DCF.

Il report ha individuato inoltre 14 aziende che hanno fatto dei passi indietro nei loro impegni contro la deforestazione nel 2025. Ad esempio, la giapponese Minerva ha modificato la formulazione dei suoi impegni all’interno di un rapporto CDP, focalizzandosi solo sulla deforestazione illegale, contraria a quanto stabilito dalla EUDR che proibisce qualsiasi forma di deforestazione. Minerva ha rassicurato che intende rimanere entro le normative della EUDR entro il 2030.

Altre aziende, come Nike, sono state segnalate per aver ridotto l’impegno nel proteggere le foreste prioritarie, in particolare dato che sono esposte alla deforestazione attraverso l’uso di cellulosa e carta per le loro scatole di scarpe.

Stakeholders di varie industrie, da quella della moda a quella automobilistica, hanno dichiarato di voler ottenere pelle priva di deforestazione entro il 2030. Ciò dimostra che, nonostante le numerose sfide, esiste un interesse crescente per pratiche aziendali sostenibili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *