Mohammed Abu Daya: Un Ecoscienziato in Guerra
Mohammed Abu Daya è un ecologo marino originario di Gaza, che ha dedicato la sua vita allo studio delle mobule, un tipo di razza di grandi dimensioni che si muove nel Mar Mediterraneo e oltre. Dall’inizio della sua ricerca nel 2013, Abu Daya ha monitorato l’impatto delle pratiche di pesca locali sulle mobule spinetail, una specie classificata come “criticamente in pericolo” nella Lista Rossa dell’IUCN. La pesca palestinese occasionalmente intercetta queste razze quando si avvicinano alle acque costiere di Gaza, un evento che è diventato più comune a causa dell’esaurimento delle risorse ittiche nella zona, a causa delle restrizioni israeliane.
A seguito dei bombardamenti israeliani scatenatisi con la guerra di Gaza nel 2023, Abu Daya è stato sfollato e vive attualmente in una tenda, con accesso limitato a cibo, acqua potabile e internet. Il suo ufficio universitario è stato distrutto e ha perso la possibilità di condurre ricerche in mare. Nonostante queste avversità, continua a portare avanti il suo lavoro scientifico, sperando che le sue scoperte possano contribuire alla conservazione delle mobule a livello globale.
La situazione critico a Gaza
Nel 2026, Abu Daya ha descritto la sua terra come “una grande prigione” con oltre due milioni di persone che vivono tra le macerie e le infrastrutture distrutte. “La vita nella Striscia di Gaza è miserabile”, ha dichiarato in un’intervista telefonica. Prima dell’attuale conflitto, prima del 7 ottobre 2023, circa 3.500 pescatori navigavano su oltre 700 pescherecci, con altri 2.500 persone legate all’industria della pesca. Ma la situazione era già difficile: i pescatori erano autorizzati a pescare solo a sei miglia nautiche dalla costa.
Con l’inizio della guerra, la situazione è peggiorata ulteriormente, portando tutti i pescatori alla disoccupazione e distruggendo le loro imbarcazioni. La realtà dei ricercatori e conservazionisti palestinesi come lui è stata sempre caratterizzata da restrizioni e difficoltà, che i colleghi in Europa o negli Stati Uniti raramente devono affrontare.
L’importanza della ricerca sulle mobule
Il lavoro di Abu Daya è di cruciale importanza non solo a livello locale, ma anche a livello globale. Le mobule spinetail, conosciute anche come razze diavolo giganti, possono raggiungere un’apertura alare di 3,5 metri. Anche se l’IUCN le ha classificate come minacciate dal 2018, la pesca delle mobule è aumentata nel 2013 quando un gruppo di razze è passato vicino alla costa di Gaza. Questo fenomeno, unito alla pressione economica locale, ha portato a un eccessivo sfruttamento della specie.
In collaborazione con esperti come Giuseppe Notarbartolo Di Sciara e Daniel Fernando, Abu Daya ha svolto ricerche per documentare le attività di pesca locali e il loro impatto sui ricordi marini. Il suo lavoro ha portato a una maggiore consapevolezza tra i pescatori sulla conservazione delle specie marine e ha contribuito a sostenere sforzi normativi necessari per la protezione delle mobule nel Mediterraneo.
Abu Daya ha co-autorizzato un articolo di ricerca internazionale, pubblicato nel 2025, che analizzava il comportamento migratorio delle mobule spinetail attraverso la telemetria satellitare. Attraverso il monitoraggio di diversi esemplari, Abu Daya ha fornito prove concrete delle migrazioni prevedibili di questa specie nel Mediterraneo, suggerendo che il mantenimento di queste rotte migratorie è fondamentale per la loro conservazione.
Continuare nonostante le difficoltà
Nonostante le difficoltà, Abu Daya ha continuato a lavorare per la conservazione delle mobule e per la ricerca scientifica. La sua determinazione è stata ulteriormente sottolineata dalla sua partecipazione a conferenze internazionali e dalla stesura di articoli scientifici, evidenziando il ruolo cruciale della ricerca nella resilienza e nella speranza, anche in tempi di crisi.
Oggi, mentre Gaza vive un periodo di grande instabilità, la comunità scientifica internazionale continua a collaborare con Abu Daya, riconoscendo l’importanza del suo lavoro per la conservazione marina.
Fonti ufficiali:
- IUCN Red List delle specie minacciate
- Save Our Seas Foundation
Abu Daya ha dimostrato che la scienza e la conservazione devono fungere da ponti che uniscono le persone, a prescindere dalle divisioni politiche e dai conflitti. La sua voce e il suo impegno rimangono un simbolo di speranza e determinazione in un contesto di incertezze e sfide continue.
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