Espansione stradale in Canada: i custodi indigeni cercano di proteggere i caribù.

Guardiani Indigeni e Caribù nel Territorio del Nord-Ovest

In Canada, i guardiani indigeni dei Territori del Nord-Ovest stanno monitorando gli effetti delle strade sui caribù artici, noti per la loro lunga migrazione terrestre. Attraverso il percorso invernale Tibbitt-Contwoyto, hanno scoperto schemi di comportamento in cui i caribù evitano le strade, preferendo camminare parallelamente, rimanendo bloccati dall’altro lato e attendendo 24 ore di assenza di disturbi prima di attraversare.

Negli ultimi anni, il governo canadese e alcune autorità indigene hanno progettato di espandere le strade nel nord, come il Corridoio Economico e di Sicurezza Artico, un piano finalizzato a stimolare le opportunità economiche e l’industria mineraria nelle comunità settentrionali. I guardiani indigeni e i portatori di interesse sottolineano la necessità di proteggere i caribù e creare posti di lavoro locali nella conservazione, offrendo alternative al lavoro industriale.


L’Impatto delle Strade sulla Migrazione dei Caribù

Wayne Mercredi, guardiano dell’Alleanza Métis del North Slave, ha trascorso ore viaggiando lungo il Tibbitt-Contwoyto. Questi viaggi, lunghi 400 chilometri, lo portavano dalle prime luci del giorno fino a tornare a casa dopo una lunga giornata di osservazione. Durante le sue esplorazioni, Mercredi registrava informazioni sui caribù, notando come evitassero la strada ghiacciata. Descrive la bellezza dei grandi branchi di caribù che si muovono nel paesaggio, un’immagine che gli riempie il cuore di gioia.

Il Canada artico ospita storici branchi di caribù, le cui migrazioni sono tra le più lunghe al mondo. Tuttavia, la popolazione, che una volta contava milioni di esemplari, è drasticamente diminuita negli ultimi decenni, come evidenziato dal caso del branco di Bathurst, passato da quasi mezzo milione di caribù negli anni ’80 a solo 3.600 nel 2025.


Questa diminuzione è attribuibile a molteplici fattori, tra cui i cambiamenti climatici e lo sviluppo industriale, con le strade che fungono da barriere alla migrazione dei caribù, esponendoli anche a cacciatori. L’Alleanza Métis del North Slave ha avviato programmi di monitoraggio lungo la strada invernale per raccogliere dati fondati sulla coscienza del territorio e sulla conservazione.

Attualmente, è previsto un progetto di espansione di circa 1.500 chilometri di strade nel Canada artico. Biologi e guardiani indigeni, come Mercredi, avvertono che è essenziale monitorare l’impatto delle strade e trovare modi per ridurne gli effetti. “So che lo sviluppo accadrà,” afferma Mercredi, “e io sarò qui per mitigare e offrire consigli per costruirle.”


Per i caribù, una strada rappresenta una barriera quasi insormontabile; il traffico e il rumore possono anche allontanarli durante le loro migrazioni. Ricerche condotte dal dottor Benjamin Larue dell’Università Laval mostrano che i caribù evitano strutture lineari artificiali, e che una strada con traffico è un ostacolo persino più difficile da superare.

La presenza di rumori forti da camionha spinto i caribù a interrompere le loro migrazioni, rendendo difficile l’accesso alle aree di pascolo. Le osservazioni mostrano che sono trascorse 24 ore di totale assenza di disturbi affinché i caribù riprendessero a muoversi. Quando il traffico ricominciava, restavano intrappolati dalla parte opposta della strada, incapaci di tornare per tutta la stagione.


Le Prospettive Economiche e i Pericoli delle Nuove Strade

Il progetto del Corridoio Economico e di Sicurezza Artico solleva preoccupazioni specifiche per gli habitat migratori di diversi branchi di caribù, incluso il branco di Bathurst. Allen Niptanatiak, presidente dell’Organizzazione dei Cacciatori e dei Pescatori di Kugluktuk, sottolinea che le strade aumentano il numero di cacciatori, compromettendo ulteriormente i caribù.

I membri delle comunità indigene stanno chiedendo di convocare esperti sul campo e di impiegare persone della comunità per sviluppare soluzioni che tutelino sia le popolazioni di caribù che la loro cultura. “Stiamo davvero spingendo affinché si utilizzi la conoscenza delle comunità indigene per gestire lo sviluppo,” afferma Niptanatiak.


Le risorse apportate da programmi come quello delle Guardian Indigene sono seguite con attenzione. Il governo federale ha recentemente annunciato un investimento di 230 milioni di dollari canadesi per espandere questo programma, che incoraggia la conservazione e monitoraggio delle specie. Mercredi, condividendo le sue esperienze, esprime preoccupazione per il futuro dei caribù e invita a proteggere questo patrimonio per le generazioni che verranno.

È fondamentale affrontare queste problematiche per preservare il delicato equilibrio dell’ecosistema artico e garantire che le tradizioni culturali indigene possano prosperare in un ambiente sempre più industrializzato.

Fonti ufficiali: Mongabay, Studio del dottor Benjamin Larue, Università Laval.

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Luigi Salemi: