Espansione incontrollata dell’estrazione d’oro sulle terre indigene Kayapó in Brasile.

Espansione incontrollata dell’estrazione d’oro sulle terre indigene Kayapó in Brasile.

Interventi del Governo Brasiliano

Nel maggio 2025, il governo brasiliano ha svolto operazioni per rimuovere i minatori illegali, distruggendo 25 escavatori di grandi dimensioni, circa 1.000 tende e oltre 400 motori. Durante questi interventi, sono stati sequestrati 63 grammi di oro e quasi 500 chilogrammi di cocaina raffinata. Tuttavia, un mese dopo, nel giugno 2025, solo 2 ettari di foresta erano stati illegalmente disboscati.

Ma già a ottobre 2025, sono emerse nuove segnalazioni di attività estrattiva nella foresta, con altri 15 ettari di disboscamento registrati dai satelliti del MAAP. Tra il 2018 e il 2024, sono stati distrutti circa 16.000 ettari di foresta, e tra gennaio e settembre 2025 sono stati segnalati ulteriori 400 ettari di disboscamento legato all’industria mineraria.

Rischi Legati all’Estrattivismo

L’estrazione illegale di minerali nel bacino del Xingu non è un’attività isolata; si è espansa tanto nei territori indigeni quanto nelle aree protette. Questo fenomeno suggerisce l’esistenza di una rete di supporto che fornisce le necessarie capacità operative e infrastrutture. Tale espansione comporta gravi rischi per la regione e le sue comunità.

Uno dei principali problemi derivanti dall’attività mineraria è l’inquinamento da mercurio. Questo metallo tossico inquina i corsi d’acqua che le comunità locali utilizzano per bere, fare il bagno e pescare. Inoltre, le piscine stagnanti create dai rifiuti minerari possono diventare focolai di malattie trasmesse da zanzare, come malaria e febbre gialla.


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