Espansione dell’olio di palma riaccende conflitto territoriale indigene in Indonesia dopo dieci anni.

Ripresa della Disputa Territoriale in Indonesia

Due compagnie produttrici di olio di palma hanno ricominciato a disboscare foreste in una comunità indigena dell’Indonesia, più di un decennio dopo che le pressioni internazionali avevano fermato le operazioni. La comunità Dayak Benuaq di Muara Tae lamenta che le aziende stanno devastando le loro terre ancestrali senza alcun consenso, mentre le compagnie sostengono di aver legalmente acquisito i diritti sulla terra da un villaggio vicino.

I membri della comunità affermano che il ripristino del disboscamento sta compromettendo le foreste in rigenerazione e le fattorie vitali per i loro mezzi di sussistenza. Questo avviene nonostante anni di attivismo, riconoscimenti internazionali e una denuncia non risolta presso il Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO), l’organismo di certificazione dell’olio di palma sostenibile.

Le Origini della Contesa

La disputa risale al 2011-2012, quando le compagnie PT Borneo Surya Mining Jaya (BSMJ), di proprietà della Singapore-listed First Resources, e PT Munte Waniq Jaya Perkasa (MWJP), una sussidiaria della TSH Resources malese, iniziarono a bulldozerare le foreste nella zona rivendicata dalla comunità di Muara Tae. La situazione ha suscitato l’attenzione internazionale nel 2015, quando il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo ha conferito alla comunità il Premio Equator, in riconoscimento dei loro sforzi per proteggere le foreste.

Nonostante il riconoscimento, la comunità si è vista costretta a presentare un reclamo presso il RSPO, accusando la First Resources di appropriarsi della loro terra senza consenso. Sebbene le aziende abbiano smesso di disboscare nell’area controversa intorno al 2014, secondo la comunità e le ONG alleate, questa pausa è finita nel giugno 2025, con la ripresa delle attività di disboscamento.

Impatti Ambientali e Sociali

Le attività agricole nella comunità sono essenti per il loro modo di vivere, fornendo risorse per medicina tradizionale, costruzione di case e cerimonie culturali. Masrani, ex capo del villaggio di Muara Tae, ha affermato che il disboscamento è una minaccia diretta alla loro cultura e al loro futuro. Le compagnie hanno demolito fattorie di durian, cempedak e rattan, compromettendo ulteriormente il benessere economico della comunità.

Le analisi spaziali effettuate da TheTreeMap, su richiesta di Mongabay, hanno identificato 104,5 ettari di foresta e altri terreni disboscati tra gennaio e giugno 2026 all’interno della concessione di BSMJ. Questa nuova fase di disboscamento ha riacceso le tensioni tra la comunità e le aziende, con la presenza della polizia a proteggere i bulldozer delle compagnie.

Questioni Legali e Diritti Indigeni

Il cuore della contesa risiede nel riconoscimento dei diritti sulle terre indigene in Indonesia. Eko Cahyono, ricercatore senior presso l’Istituto Sajogyo, ha sottolineato che le comunità indigene si trovano in una posizione svantaggiata poiché lo stato non ha mai formalmente riconosciuto i loro diritti. Le compagnie, d’altra parte, ottengono legittimità tramite permessi concessi dallo stato, mentre le comunità indigene vengono trattate come se non avessero diritti.

La questione è ulteriormente complicata dal fatto che il governo distrettuale ha facilitato la ridisegnazione dei confini tra Muara Tae e Muara Ponaq, a scapito della prima. Masrani ha dichiarato che le aziende approfittano di questo confine amministrativo per rivendicare terre tradizionalmente possedute dalla comunità.

La Reazione della Comunità e dei Sostenitori

Dopo il ripristino del disboscamento, i membri della comunità hanno inviato lettere alle compagnie chiedendo la sospensione delle attività, ma queste sono rimaste inascoltate. Le ONG e i sostenitori continuano a chiedere una revisione dei permessi concessi, sostenendo che le concessioni non avrebbero dovuto essere concesse senza il consenso della comunità.

Il 20 luglio 2026, il RSPO ha annunciato che BSMJ aveva presentato piani di azione correttivi, ma la certificazione dell’azienda non è stata sospesa nonostante le irregolarità. La possibilità di una mediazione da parte del governo è stata considerata scarsa, poiché non ha coinvolto le compagnie.

In questo contesto, molte voci chiedono a gran voce che la situazione non venga vista solo come una disputa di possesso terriero, ma come un attacco ai territori comuni delle comunità indigene.

Implicazioni per il Futuro

La continuazione di questo conflitto ha un impatto devastante sulla vita quotidiana della comunità. Masrani ha esprimere preoccupazione per il futuro, temendo che, se la situazione non si risolve, non solo perderanno la loro terra, ma anche il loro futuro. Il diritto alla terra è essenziale per la loro sopravvivenza culturale e materiale.

La lotta della comunità di Muara Tae è emblematico di una battaglia più ampia che le comunità indigene affrontano in Indonesia e in altre parti del mondo, mettendo in luce le sfide legate alla protezione dei diritti ancestrali contro l’industrializzazione e l’espansione agricola.

Fonti Ufficiali

  • Mongabay
  • Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo
  • RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil)

Queste fonti offrono approfondimenti e dati su come le politiche di riconoscimento delle terre indigene e le pratiche di commercializzazione dell’olio di palma possano influenzare fortemente le comunità locali.

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Luigi Salemi: