L’energia termica degli oceani: un’opzione ecologica per le isole tropicali
La conversione dell’energia termica degli oceani (OTEC) sta attirando nuovamente l’attenzione come un’opzione energetica pulita e affidabile per le isole tropicali. Un progetto pilota nelle Isole Canarie sta dimostrando il potenziale di questa tecnologia, fondata su test di piccole dimensioni realizzati in Giappone e Hawaii. L’OTEC utilizza la differenza di temperatura tra l’acqua calda in superficie e l’acqua fredda in profondità per generare energia.
Questa tecnologia è in grado di generare fino a 3 terawatt di energia a livello globale, sfruttando il calore dell’oceano. I sistemi di riscaldamento e raffreddamento basati sull’acqua di mare, come le pompe di calore e i sistemi di climatizzazione (SWAC), sono già in uso e potrebbero essere ampliati rapidamente per ridurre le emissioni, specialmente se abbinati alle fonti energetiche rinnovabili. Tra i principali ostacoli vi sono i costi, la riluttanza degli investitori e le preoccupazioni ambientali legate all’impatto del rilascio di acqua profonda e all’uso dell’ammoniaca, spingendo esperti e promotori a richiedere progetti dimostrativi su larga scala.
Come funziona l’OTEC?
Un piccolo dispositivo pilota galleggiante, recentemente distribuito al largo delle Isole Canarie, potrebbe svolgere un ruolo cruciale nel fornire energia pulita alle comunità tropicali e costiere. La tecnologia OTEC sfrutta il calore dell’acqua di mare attraverso un sistema a circuito chiuso, dove l’acqua superficiale calda fa evaporare un fluido di lavoro, come l’ammoniaca. Questo vapore aziona una turbina, mentre l’acqua fredda prelevata a circa 750 metri di profondità funge da refrigerante, ri-condensando il vapore e completando il ciclo. Affinché questo processo funzionasse, è necessaria una differenza di temperatura di almeno 20°C tra le acque superficiali e quelle profonde.
Secondo Andrea Copping, ricercatrice dell’Università di Washington, “l’OTEC ha un potenziale straordinario per fornire energia nelle aree tropicali e subtropicali”, in quanto può garantire una fonte di energia continua, 24 ore su 24, a differenza di molte altre fonti rinnovabili. Sebbene non sia una novità, l’OTEC è stata concepita nel XIX secolo ed è stata soggetta a test negli anni ’70 e ’80. Oggi, vengono condotti solo alcuni progetti di OTEC in Giappone, Hawaii e, più recentemente, nelle Canarie.
Il progetto alle Canarie è stato concepito per soddisfare le esigenze delle isole tropicali dipendenti dai combustibili fossili, spesso colpite da tempeste. Dan Grech, CEO di Global OTEC, afferma che l’infrastruttura deve resistere e riprendersi rapidamente dopo eventi atmosferici estremi. Se il progetto avrà successo e verrà ampliato, il dispositivo potrebbe generare circa 4 megawatt di energia, sufficienti per alimentare fino a 4.000 abitazioni.
L’OTEC offre un potenziale eccezionale, sia per impianti a terra che per dispositivi galleggianti. Uno studio globale del 2025 ha rilevato che, teoricamente, questa tecnologia potrebbe generare più di 3 terawatt di energia pulita. “Si tratta di una quantità enorme di energia”, afferma Andrew Weaver, co-autore dello studio dell’Università di Victoria in Canada.
Le opportunità delle pompe di calore marine
A oltre l’OTEC, le opportunità nel settore energetico oceanico sono molteplici. Le pompe di calore a base d’acqua di mare, ad esempio, sono già in uso e potrebbero crescere ulteriormente come fonte di energia pulita per il riscaldamento. In Danimarca, un impianto mega-pump sta fornendo riscaldamento urbano a circa 45.000 abitazioni, sostituendo una centrale alimentata a carbone e producendo tra i 60 e i 70 MW di energia a seconda della stagione.
Il potenziale di raffreddamento fornito dall’oceano attraverso sistemi come il SWAC (climatizzazione a acqua di mare) è ancora largamente inesplorato. Specialisti come Copping ritengono che la climatizzazione consuma una quantità enorme di energia, rendendo vantaggioso abbinare l’OTEC ai sistemi SWAC. In questo modo, i paesi tropicali potrebbero sfruttare l’acqua fredda pompata per generare energia e raffreddare gli edifici.
Per le isole tropicali dipendenti dai combustibili fossili, l’OTEC rappresenta una chiave fondamentale per una transizione energetica pulita e affidabile. Questo sistema potrebbe non solo ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, ma anche fornire una base di energia continua, non soggetta a variazioni atmosferiche.
Persone come Nikhil Neelakantan, esperto di energia oceanica, sostengono che l’OTEC ha un potenziale teorico eccezionalmente alto. Un’analisi del 2022 ha indicato che un’implementazione rapida potrebbe portare l’OTEC a fornire fino a 45 gigawatt di energia per paesi come l’Indonesia entro il 2050. Nonostante i vantaggi, la tecnologia deve affrontare difficoltà nell’attrarre investimenti e nella commercializzazione a causa di preoccupazioni finanziarie e mancanza di supporto da parte delle reti elettriche.
In risposta a queste sfide, Global OTEC sta progettando un impianto dimostrativo da 0,5 MW in collaborazione con Makai Ocean Engineering, con la prospettiva di scalare la produzione a seconda delle esigenze. Al momento, l’azienda sta conducendo test OTEC di piccole dimensioni nelle Hawaii, dove una piccola unità da 0,1 MW può fornire energia a circa 120 abitazioni. Questo potrebbe essere ampliato per alimentare oltre 100.000 abitazioni.
L’interesse nei confronti dell’OTEC è crescente anche tra le installazioni militari e le compagnie petrolifere e del gas, anche se ci sono preoccupazioni su come questi progetti possano rispondere alle esigenze dei paesi in via di sviluppo. La sostenibilità ambientale deve rimanere al centro degli sviluppi tecnologici.
Per concludere, l’OTEC e altre tecnologie legate all’energia oceanica devono affrontare sfide significative, ma presentano anche opportunità senza precedenti. Un approccio pianificato e attento potrebbe portare a sviluppi significativi e a una rinnovata fiducia nel potenziale energetico degli oceani.
Fonti:
– Copping, A., et al. (2025). “Effects and management implications of emerging marine renewable energy technologies.” Ocean & Coastal Management.
– Weaver, A. et al. (2025). “An assessment of ocean thermal energy conversion resources and climate change mitigation potential.” Climatic Change, 178(5).
– Neelakantan, N., & Ali, H. (2022). “Potential of ocean thermal energy conversion.” Renewable and Sustainable Energy Reviews.
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