Più pattuglie, controlli straordinari e presenza costante delle forze dell’ordine nei quartieri più esposti alla nuova ondata di violenza. È la risposta decisa dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito in prefettura dopo gli ultimi episodi che hanno riportato alta la tensione tra Sferracavallo e il quartiere San Filippo Neri, l’ex Zen.
Il prefetto di Palermo, Massimo Mariani, ha disposto un “rafforzamento dei servizi di controllo” attraverso pattugliamenti dinamici interforze, estesi anche agli orari notturni, con l’obiettivo di prevenire e contrastare nuove escalation criminali. Alla riunione ha partecipato anche il procuratore Maurizio de Lucia.
La decisione arriva dopo settimane segnate da episodi inquietanti: colpi di kalashnikov esplosi a Sferracavallo, spari contro attività commerciali allo Zen e due omicidi avvenuti tra Villaggio Santa Rosalia e il Cep.
Sferracavallo e Zen nel mirino: commercianti terrorizzati dagli spari
Nella borgata marinara di Sferracavallo, i colpi di arma da guerra esplosi nei giorni scorsi hanno alimentato paura e tensione tra residenti e commercianti. Allo Zen, invece, una raffica di episodi intimidatori ha paralizzato il quartiere: cinque colpi di fucile contro la vetrina di un panificio e quattro spari di pistola contro una macelleria hanno riacceso l’allarme sicurezza.
Per entrambe le aree, la prefettura ha predisposto un piano straordinario di controllo del territorio con pattugliamenti mobili coordinati tra polizia, carabinieri e guardia di finanza.
Antiracket e commercianti: “Serve lo Stato sul territorio”
Nel pomeriggio il prefetto ha incontrato anche le associazioni antiracket e antimafia — tra cui Addiopizzo, Solidaria, Sos Sicilia e il Centro studi Pio La Torre — per rafforzare la rete di sostegno agli imprenditori colpiti da intimidazioni ed estorsioni.
Al centro del confronto anche il Fondo di solidarietà per le vittime di racket e usura previsto dalla legge del 23 febbraio 1999, strumento che le istituzioni vogliono rilanciare per incoraggiare le denunce e sostenere gli operatori economici sotto pressione.
Oggi in prefettura è previsto un nuovo vertice con le associazioni di categoria dei commercianti. Dal territorio arrivano richieste precise: più controlli notturni e il ripristino dei presìdi di sicurezza.
«Per Sferracavallo chiediamo la riapertura della caserma dei carabinieri chiusa da sei anni — ha dichiarato Doriana Ribaudo —. La presenza delle forze dell’ordine non può fermarsi a mezzanotte, quando iniziano i problemi».
Dello stesso tenore l’appello di Silvano Barraja: «Serve una presenza più forte e visibile dello Stato nei territori».
Il caso arriva in Parlamento: “Troppa violenza, troppe armi”
L’emergenza sicurezza a Palermo è approdata anche alla Camera dei deputati. Il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, ha chiesto un’informativa urgente al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi denunciando il ritorno dei kalashnikov nelle dinamiche criminali siciliane.
«Ci sono troppe armi in circolazione e una recrudescenza della violenza che vede la criminalità organizzata protagonista», ha detto Barbagallo, criticando i tagli agli organici delle forze dell’ordine e chiedendo un intervento straordinario del governo.
Anche il deputato del Movimento 5 Stelle Davide Aiello ha sollecitato un intervento immediato del Viminale: «La violenza a Palermo è un messaggio criminale. È il tentativo di riaffermare il controllo mafioso del territorio».
Commissione Antimafia a Sferracavallo il 28 maggio
La tensione crescente ha spinto anche la Commissione regionale Antimafia a organizzare una seduta pubblica proprio a Sferracavallo il prossimo 28 maggio. Il presidente Antonello Cracolici ha parlato di una “circolazione crescente di armi da guerra” già denunciata due anni fa in una relazione della commissione.
«Abbiamo il dovere di tenere alta la vigilanza», ha avvertito Cracolici, mentre Palermo prova a reagire a una nuova stagione di paura che riporta al centro il tema del controllo mafioso del territorio.