Emergenza influenza al zoo in Nepal: indagine svela problemi di biosicurezza.

Il Focolare di Influenza Aviare nel Giardino Zoologico di Kathmandu

KATHMANDU — Un’analisi interna ha rivelato che l’epidemia di influenza aviaria nel Central Zoo del Nepal ha causato la morte o la macellazione di oltre 65 animali, tra cui uccelli, felini selvatici, due leopardi, un jackal e un orso. Il rapporto dell’inchiesta, ottenuto da Mongabay, sottolinea che alimenti e acqua contaminati nelle voliere aperte hanno facilitato la diffusione del virus, oltre a errori nella gestione del cibo per gli animali.

Nonostante un rapido test che indicava la presenza del virus, il giardino zoologico è rimasto aperto per cinque giorni, ricevendo un avviso preventivo sulla diffusione dell’influenza tra i corvi di Kathmandu. Solo dopo due settimane dalla riapertura, una nuova epidemia ha causato la morte di tre cinghiali selvatici a causa della peste suina africana.


Le Mancanze nella Comunicazione e Sicurezza Biologica

Il rapporto dell’indagine condotta dalla National Trust for Nature Conservation (NTNC) ha evidenziato gravi negligenze e debolezze nella gestione del giardino zoologico. Gli ufficiali non sono stati in grado di rispondere adeguatamente all’allerta sull’influenza aviaria, nonostante i segnali di pericolo ricevuti tre mesi prima della morte degli animali. La direzione ha continuato a ricevere critiche per la sua incapacità di agire rapidamente e per la mancanza di protocolli di sicurezza adeguati.

La gestione della sicurezza biologica è stata ulteriormente compromessa dalla mancanza di linee guida approvate, un sistema per il report delle emergenze e un piano d’azione definito. Secondo il rapporto, non c’era una formazione adeguata per il personale zoologico e le attrezzature protettive non erano sufficienti, rendendo difficile rispondere in modo efficace a una situazione di emergenza sanitaria.


Inoltre, le condizioni fisiche delle voliere costituivano un rischio significativo. Alcune di esse si trovavano sotto alberi alti e non avevano coperture adeguate, permettendo ai corvi di contaminare il cibo e l’acqua degli animali con i loro escrementi.

Un campione da una zona di preparazione del cibo ha rivelato la presenza del materiale influenzale, mentre i test su carne di bufalo hanno mostrato risultati negativi. Gli investigatori hanno determinato che le attrezzature per la preparazione del cibo contaminato sembrano aver contribuito alla trasmissione del virus fra i carnivori del giardino zoologico. Nonostante una riunione tenutasi il 14 giugno per rafforzare le misure di sicurezza, il pollo è stato rimosso dalla dieta degli animali solo due giorni dopo, il 16 giugno.


Le Raccomandazioni dell’Inchiesta

Il rapporto ha suggerito l’adozione di norme di bio-sicurezza formali, un piano d’emergenza e la chiusura sicura delle voliere aperte. Inoltre, sono state sollecitate misure più rigide contro la proliferazione di corvi e roditori, nonché una corretta conservazione e preparazione del cibo. Una formazione regolare per il personale e un’adeguata attrezzatura protettiva sono state considerate fondamentali per affrontare future epidemie.

Le autorità hanno ribadito l’importanza della tempestività nella comunicazione riguardo alla malattia e alle morti degli animali, con un’assoluta necessità di informare le autorità veterinarie e sanitarie pubbliche entro 24 ore dalla scoperta di un problema.

La NTNC ha recentemente nominato un nuovo direttore zoologico, Ambika Khatiwada, un zoologo che potrebbe apportare una maggiore competenza nella gestione delle crisi sanitarie. Le riforme necessarie sono state chiaramente delineate nel rapporto, il quale suggerisce che una corretta implementazione delle raccomandazioni ferirebbe in modo proattivo e minimizzerebbe il ripetersi di eventi simili.


Questa situazione ha suscitato preoccupazioni anche per la sicurezza sanitaria di parchi nazionali e riserve selvatiche in Nepal, evidenziando la necessità di un miglioramento significativo nelle pratiche di gestione animale e bio-sicurezza. È essenziale che le istituzioni preposte prendano sul serio queste raccomandazioni e firmino protocolli ufficiali per proteggere gli animali e il pubblico.

Fonti Officiali: National Trust for Nature Conservation, Mongabay, Ministero della Salute del Nepal.

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Luigi Salemi: