Emergenza acqua nell’Agrigentino, appello di Cambiano e Catanzaro: “Il governo collabori”
Prendiamo atto che finalmente anche esponenti della maggioranza abbiano ritenuto necessario chiedere un’audizione urgente all’Assemblea Regionale Siciliana sulla crisi idrica che da mesi colpisce duramente la provincia di Agrigento. È una battaglia che conduciamo da tempo con interrogazioni, interpellanze urgenti e continui interventi in Aula, denunciando l’immobilismo del Governo regionale e chiedendo chiarezza su scelte, investimenti e responsabilità.
Accogliamo quindi con favore la richiesta di audizione avanzata oggi dall’on. Carmelo Pace e dall’on. Margherita La Rocca Ruvolo per affrontare una emergenza che non può più essere raccontata come straordinaria ma che, purtroppo, è diventata ordinaria per migliaia di cittadini e imprese del territorio.
«Attraverso interrogazioni parlamentari, interpellanze urgenti e continui interventi in Aula – dichiara Angelo Cambiano, deputato regionale del Movimento Cinque Stelle – abbiamo più volte richiamato il Governo regionale alle proprie responsabilità, chiedendo chiarezza sulla gestione dell’emergenza idrica e sugli investimenti annunciati. Continuiamo a non avere risposte sufficienti sul ruolo e sulle scelte operate da Siciliacque, società partecipata anche dalla Regione Siciliana, né sullo stato di attuazione delle misure finanziate per superare una crisi che continua a pesare sulle comunità della provincia di Agrigento».
«Da mesi chiediamo trasparenza – aggiunge Michele Catanzaro, capogruppo del Partito Democratico all’Ars – sullo stato degli investimenti, sull’utilizzo delle risorse pubbliche destinate al sistema idrico e sulla gestione dei dissalatori. È difficile spiegare ai cittadini come, a fronte di ingenti finanziamenti e di annunci continui, continuiamo a vivere una situazione emergenziale permanente. Serve chiarezza su cosa è stato fatto, cosa non è stato fatto e quali risultati concreti siano stati raggiunti».
Per Cambiano e Catanzaro il dato politico emerso oggi è significativo.
«Se oggi anche autorevoli esponenti della maggioranza sentono il bisogno di convocare tutti gli attori istituzionali attorno ad un tavolo – proseguono – significa che la situazione non è più rinviabile e che le criticità denunciate in questi mesi non erano allarmismi dell’opposizione ma problemi reali vissuti quotidianamente dai cittadini».
«Continuiamo a non comprendere – aggiungono – per quale ragione, nonostante gli ingenti investimenti annunciati negli anni, la provincia di Agrigento continui a trovarsi in condizioni di emergenza. Chiediamo chiarezza anche sulle risorse pubbliche destinate ai dissalatori e sui risultati prodotti, perché i cittadini hanno diritto di sapere».
«L’auspicio – concludono Cambiano e Catanzaro – è che almeno sul tema dell’acqua la maggioranza di governo metta da parte contrapposizioni e tensioni politiche interne. Speriamo che questa volta il Governo non scelga di litigare al proprio interno ma di assumersi la responsabilità di dare risposte. Non c’è nulla da spartire e nessuna bandierina da piantare: c’è soltanto il dovere di garantire un diritto essenziale e di dare risposte concrete ai cittadini della provincia di Agrigento, sempre più esasperati da turnazioni, disservizi e da una condizione emergenziale che continua a protrarsi senza soluzioni strutturali».
