Ecuador: comunità indigena soffre la sete nonostante la presenza di due fiumi.

Ecuador: comunità indigena soffre la sete nonostante la presenza di due fiumi.

## La crisi idrica: testimonianze dal campo

Un leader della comunità, Galo Villamil, sottolinea le condizioni disastrose che hanno afflitto i suoi concittadini. “Persone, compresi bambini, hanno sofferto di infezioni fungine. Due persone sono già morte per dolori addominali, e in ospedale hanno detto: ‘Forse è colpa dell’acqua’”. La situazione si è aggravata anni fa quando, nonostante le segnalazioni, i rapporti ufficiali del Ministero della Salute ecuadoregna non hanno mai menzionato un nesso tra l’inquinamento e i decessi.

Il 16 settembre 2023, la comunità ha deciso di resistere e rifiutare l’estrazione mineraria. Villamil ha affermato: “Non abbiamo nulla a che fare con questa ‘festività’”. Infatti, la comunità non ha mai estratto oro e ha lottato per decenni contro l’industrializzazione e l’estrattivismo nella propria terra.

## La guerra per l’acqua

Secondo un rapporto del Programma di Monitoraggio delle Ande Amazoniche (MAAP), le attività minerarie lungo il fiume Puní, a soli 4 chilometri da Capirona, sono aumentate drasticamente, portando a danni ambientali gravi. La superficie disturbata da tali attività è passata da 4 a 112 ettari. Questo inquinamento ha reso le acque del fiume non potabili e la popolazione non ha avuto altra scelta se non interrompere l’uso del fiume Puní per le proprie necessità quotidiane.

Malgrado la disperazione, la comunità rimane attiva nella ricerca di soluzioni. Con l’aiuto di organizzazioni come la Yachana Foundation, hanno iniziato a costruire un impianto di trattamento delle acque che potrebbe filtrare fino a 300 litri al giorno. Il sistema prevede un processo di prefiltrazione con ghiaia, suivi da uno di biofiltrazione con sabbia e un terzo passo di assorbimento con biocarbon.

## Racconti di resistenza

Le donne di Capirona sono in prima linea nella resistenza contro l’estrazione mineraria. Linda Tapuy, la presidente della comunità, ha detto che i residenti stanno cercando di riunire fondi per costruire sistemi di raccolta dell’acqua piovana e affrontare l’emergenza idrica. “Le autobotti che riceviamo sono insufficienti e ci danno solo una soluzione temporanea”, ha spiegato.

Lunghi viaggi per raggiungere la comunità e un sistema di trasporto inadeguato hanno complicato ulteriormente la situazione. Gli agricoltori, un tempo in grado di vendere i loro prodotti, ora lottano per trovare acquirenti a causa della contaminazione del suolo. Le vendite dei prodotti agricoli sono crollate, e i residenti riferiscono che il pesce del fiume non è più consumabile, costringendoli a comprare pesce dal mare, allontanandosi dalle loro tradizioni alimentari.

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